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Inquilini e affitti in nero: come mettersi in regola. La cd. registrazione in sanatoria introdotta dal D. lgs 23/2011

appartamento condominio locazione

di Licia Albertazzi - Contratto di locazione verbale o non registrato: inquilino e proprietario possono cautelarsi fornendo prova della sostanziale locazione procedendo ad una registrazione in sanatoria. Il d.lgs 23/2011 ha infatti ribadito l'interesse del legislatore alla salvezza dei c.d. “affitti in nero”, con contestuale regolarizzazione della posizione presso l'Ufficio del Registro.

La normativa interessa qualsiasi tipo di rapporto inerente locazione ad uso abitativo (quindi, anche locazioni “nascoste” sotto finti contratti di comodato) non registrati entro i termini di legge. La registrazione tardiva ha l'effetto di ridurre l'eventuale canone superiore ai limiti di legge nonché di ottenere un contratto di locazione della durata di quattro anni, più eventuali quattro, così come previsto dalla legge 431/1998. Occorrerà dunque recarsi presso un ufficio dell'Agenzia delle Entrate, modello F23 compilato ai fini del versamento dell'imposta di registro, producendo tutto il materiale probatorio di cui si dispone.

In caso di spoglio violento posto in essere dal proprietario, l'inquilino di fatto potrà rivolgersi alle forze dell'ordine o richiedere senza indugio l'intervento della Guardia di Finanza.

Naturalmente la normativa in oggetto possiede anche il proprio rovescio della medaglia: in questo modo i proprietari potrebbero essere pregiudicati da comportamenti dolosi di terzi che, ad esempio, potrebbero procedere alla registrazione di un contratto inesistente, “inventandosi” elementi di fatto. Occorrerà pertanto procedere a tempestiva denuncia della situazione alle forze dell'ordine, trattandosi di un vero e proprio reato di truffa.


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(14/11/2013 - Licia Albertazzi)
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