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La notifica dell'atto di citazione

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Guida di procedura civile
Giovanna Molteni

Attraverso l'atto di citazione l'attore richiede una tutela giurisdizionale, proponendo la propria domanda giudiziale ed aprendo il contraddittorio con la controparte processuale.  Trattandosi di un atto recettizio, l'atto di citazione viene a perfezionarsi con la notificazione. In sostanza per spiegare i suoi effetti la citazione deve giungere innanzitutto a conoscenza della controparte. Poi, con la costituzione dell'attore, l'atto giungerà a conoscenza anche del giudice.

Secondo quanto dispone l'art. 163-bis. del codice di procedura civile "tra il giorno della notificazione della citazione e quello dell'udienza di comparizione debbono intercorrere termini liberi non minori di novanta giorni se il luogo della notificazione si trova in Italia e di centocinquanta giorni se si trova all'estero". La stessa norma prevede però, a determinate condizioni, la possibilità di richiedere l'abbreviazione dei termini fino alla metà.


La notifica a mezzo posta elettronica certificata

Se non è fatto espresso divieto dalla legge, la notificazione può eseguirsi a mezzo posta elettronica certificata, anche previa estrazione di copia informatica del documento cartaceo. L'ufficiale giudiziario trasmette copia informatica dell'atto sottoscritta con firma digitale all'indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario risultante da pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni. La notifica si intende perfezionata nel momento in cui il gestore rende disponibile il documento informatico nella casella di posta elettronica certificata del destinatario.

La nullità della notifica e la nullità della citazione

L'Art. 160 c.p.c. dispone che "la notificazione e' nulla se non sono osservate le disposizioni circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia, o se vi e' incertezza assoluta sulla persona a cui e' fatta o sulla data, salva l'applicazione degli artt. 156 e 157".  

Le due norme richiamate dall'articolo 160  meritano attenzione perché troppo spesse vengono disattese  nella prassi giudiziaria. In particolare l'articolo 156 riguarda la rilevanza della nullità  e dispone che il giudice non può pronunciare la nullità per inosservanza delle forme del processo se non nei casi in cui la nullità è prevista dalla legge.   Egli può pronunciarla se l'atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo ma "La nullita' non puo' mai essere pronunciata, se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui e' destinato".  Tale ultimo inciso dovrebbe far riflettere  sulle intenzioni del legislatore e sull'eccessivo formalismo che sta caratterizzando il sistema processuale italiano.
 
La seconda norma richiamata dall'articolo 160 riguarda poi la rilevabilita' e sanatoria della nullita'  e prevede che,  salvi i casi in cui la legge prevede la rilevabilità d'ufficio, vi sia un'istanza della parte nel cui interesse è stabilito un requisito di forma  e che la nullità non può essere opposta da chi vi ha dato causa.

Occorre però considerare che l'art. 164 del codice di procedura civile nell'elencare un serie di ipotesi di nullità della citazione, individua, oltre ai vizi relativi all'esercizio dell'azione, anche altri vizi che sono riconducibili a vizi relativi alla vocatio in ius (ossia della chiamata in giudizio) e la cui disciplina è assimilata a quella della nullità della notificazione. 

Art. 164. Nullità della citazione
La citazione è nulla se è omesso o risulta assolutamente incerto alcuno dei requisiti stabiliti nei numeri 1 e 2 dell'articolo 163 [NDR: l'indicazione del tribunale in cui è proposta la domanda e le generalità delle parti], se manca l'indicazione della data dell'udienza di comparizione, se è stato assegnato un termine a comparire inferiore a quello stabilito dalla legge ovvero se manca l'avvertimento previsto dal numero 7 dell'articolo 163.
Se il convenuto non si costituisce in giudizio, il giudice, rilevata la nullità della citazione ai sensi del primo comma, ne dispone d'ufficio la rinnovazione entro un termine perentorio. Questa sana i vizi e gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono sin dal momento della prima notificazione. Se la rinnovazione non viene eseguita, il giudice ordina la cancellazione della causa dal ruolo e il processo si estingue a norma dell'articolo 307, comma terzo.
La costituzione del convenuto sana i vizi della citazione e restano salvi gli effetti sostanziali e processuali di cui al secondo comma; tuttavia, se il convenuto deduce l'inosservanza dei termini a comparire o la mancanza dell'avvertimento previsto dal numero 7 dell'articolo 163, il giudice fissa una nuova udienza nel rispetto dei termini.
La citazione è altresì nulla se è omesso o risulta assolutamente incerto il requisito stabilito nel numero 3 dell'articolo 163 ovvero se manca l'esposizione dei fatti di cui al numero 4 dello stesso articolo.
Il giudice, rilevata la nullità ai sensi del comma precedente, fissa all'attore un termine perentorio per rinnovare la citazione o, se il convenuto si è costituito, per integrare la domanda. Restano ferme le decadenze maturate e salvi i diritti quesiti anteriormente alla rinnovazione o alla integrazione.
Nel caso di integrazione della domanda, il giudice fissa l'udienza ai sensi del secondo comma dell'art. 183 e si applica l'articolo 167.


La nullità della notifica della citazione naturalmente è rilevabile d'ufficio ma solo in caso di mancata costituzione del convenuto; alla rilevazione della nullità deve accompagnarsi l'ordine di rinnovazione entro un termine perentorio; la rinnovazione ritualmente effettuata dà luogo a una fattispecie sanante a carattere retroattivo a seguito della quale gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono sin dal momento della prima notificazione; se la rinnovazione non viene eseguita il processo si estingue. 

La notifica agli eredi

Nel caso di decesso della parte a cui deve essere notificata la citazione, la legge prevede che entro un anno dalla morte, è possibile eseguire la notificazione dell'atto di citazione agli eredi collettivamente ed impersonalmente nell'ultimo domicilio del de cuius, dispensando così il notificante da una ricerca specifica ed individuale degli eredi. Oltretutto la notifica impersonale non richiede che siano indicati i nominativi dei singoli eredi.

La relata di notifica e il ruolo dell'ufficiale giudiziario

La certificazione dell'avvenuta notifica prende il nome di relata di notifica. Viene redatta a cura dell'ufficiale giudiziario in calce all'originale e alla copia dell'atto

La relata di notifica contiene l'indicazione della persona alla quale è consegnata la copia, la sua qualifica (es coniuge convivente) ed il luogo della consegna. 

Se la notificazione non va a buon fine, nella relata di notifica devono essere indicati i motivi dell'omessa consegna, le attività di ricerca compiute dall'ufficiale giudiziario e le notizie raccolte sulla reperibilità del destinatario. 

L'attività posta in essere dall'ufficiale giudiziario - che si sostanzia nella redazione della relata di notifica e nella consegna della copia dell'atto da notificare - assume un particolare rilievo visto che i dieci giorni utili per l'iscrizione della causa al ruolo decorrono dal momento di perfezionamento della notifica, ossia dal momento di ricevimento dell'atto di citazione nelle mani del destinatario, desumibile dalla relata di notifica dell'ufficiale giudiziario.  Non solo,  dal perfezionamento della notifica scaturisce tutta una serie di effetti giuridici come quello, ad esempio, della interruzione della prescrizione del diritto oggetto della domanda giudiziale.

Giovanna Molteni

Vedi anche: » La notifica dell’atto di citazione. Guida legale con aspetti pratici sull'invio telematico (di Marina Crisafi)
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