L'interrogatorio formale delle parti e la confessione giudiziale

Indice della guida di procedura civile
L'interrogatorio formale delle parti e la confessione giudiziale

La confessione giudiziale (228 ss cpcp) può essere resa spontaneamente da una delle parti oppure (come più di frequente accade) provocata mediante il deferimento dell'interrogatorio formale.

Le parti infatti oltre a formulare i capitolli di prova su cui intendono sentire i propri testimoni possono anche chiedere che su quei capitoli o su altri capitoli specifici la controparte venga formalmente interrogata.

 

Non è ammesso fare domande su fatti diversi da quelli formulati nei capitoli salvo che le parti concordino su talune domande e sempre che il giudice le ritenga utili.


La parte sottoposta ad interrogatorio

formale deve rispondere personalmente e non può farlo servendosi di scritti separati anche se il giudice può consentire alla parte di valersi di note o appunti, quando deve fare riferimento a nomi o a cifre, o quando particolari circostanze lo consigliano.

Quando è stato ammesso l'interrogatorio formale e fissata l'udienza per l'assunzione dell'interrogatorio se la parte non si presenta o rifiuta di rispondere senza giustificato motivo il giudice piò considerare come ammessi i fatti dedotti nell'interrogatorio valudando in ogni caso ongi altro elemento di prova.

 

Se invece il giudice ritiene che la mancata comparizione sia giustificata può anche disporre che l'assunzione avvenga fuori della sede giudiziaria.

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