Diritto amministrativo: nozioni e fonti

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A cura di Maria Luisa Foti
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Diritto amministrativo: nozioni e fonti

Il diritto amministrativo si occupa di regolare l’organizzazione, i mezzi e le forme delle attività della P.A. nonché i rapporti tra P.A. e gli altri soggetti dell’ordinamento, sia nel caso in cui la pubblica amministrazione agisca come autorità, spendendo potere autoritativo e sia quando la pubblica amministrazione agisce come un qualsiasi soggetto privato, utilizzando i mezzi e gli strumenti del diritto privato (come prescrive l’art.1-bis della l.241/1990, introdotto dalla l.15/2005).

Per quanto riguarda le fonti del diritto amministrativo, la prima sorgente da cui il diritto amministrativo trae la sua origine è la Costituzione.

  1. Principio di legalità: indica la necessità che l’attività dei pubblici poteri trovi il proprio fondamento nella legge. Secondo questo principio, non ci può essere apparato amministrativo, ne attribuzione di poteri se non in base alla legge. Questa definizione del principio di legalità, deve essere intesa a livello formale, si affianca ad un principio di legalità sostanziale secondo cui l’amministrazione, non solo deve agire nei limiti e sulla base di una previsione di legge ma altresì in conformità ad un disciplina sostanziale posta dalla legge.
  2. Principio di imparzialità: questo principio, previsto dagli artt.3 e 97, prescrive il dovere dell’amministrazione di non discriminazione delle posizione dei soggetti coinvolti dalla sua azione, nel perseguimento degli interessi affidati alla sua cura.
  3. Principio di buon andamento: questo principio esprime l’esigenza che la P.A. agisca efficientemente. Mentre un’impresa privata agisce con efficienza se raggiunge un certo profitto, per la pubblica amministrazione il profitto è rappresentato dall’utile sociale raggiunto attraverso un più o meno grande sacrificio di posizioni soggettive.
  4. Principio di autonomia e decentramento: questi due principi sono previsti dall’art.5, in cui la nostra Carta Costituzionale "riconosce e promuove le autonomie locali e attua nei servizi che dipendono dallo Stato, il più ampio decentramento amministrativo".
  5. Principio di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione: il conferimento delle funzioni amministrative secondo le rispettive competenze è regolato da questi principi. Il principio di sussidiarietà verticale, prevede che le competenze vengano attribuite ai livelli di governo più vicini ai cittadini, o, secondo il principio di sussidiarietà orizzontale alle formazione sociali o agli individui. Il conferimento deve inoltre tener conto delle caratteristiche strutturali, organizzative e associative dei diversi livelli di governo, nel rispetto dei principi di differenziazione e adeguatezza. Infine il principio di leale collaborazione si riferisce alle relazioni organizzative fra amministrazioni pubbliche, principio costituzionalizzato in seguito alla riforma del 2001 del titolo V della Costituzione. Esso definisce il potere sostitutivo del governo che si può azionare nel caso in cui gli enti territoriali non adempiano ai loro obblighi.
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