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Il punto sull'arbitro bancario e finanziario - ABF

Il punto della situazione sull'ABF tracciato da Banca D'Italia ed alcune questioni procedurali. Perché non semplificare la 'selva' arbitrale italiana ?
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di Roberto Paternicò. L'Arbitro Bancario Finanziario viene creato dalla Banca d'Italia nel 2009 in attuazione dell'art. 128-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (TUB).

Con la norma si é prevista l'istituzione di un sistema volto alla risoluzione delle controversie, in via stragiudiziale, quindi, al di fuori del processo ordinario dedicato ai settori bancario e finanziario, in linea con quanto richiesto dalla UE (alternative dispute resolution, ADR). L'ABF non pronuncia sentenze, ma opera come risolutore stragiudiziale senza vincolo giuridico per le Parti, per cui sia il cliente che l'intermediario possono rimettere la controversia all'esame del giudice civile (Ordinanza della Corte Costituzionale del 4 luglio 2011, n. 218). 

La soluzione della lite é di tipo decisorio mediante la pronuncia di un organo terzo (ABF) che esamina il caso alla luce dei documenti presentati dalle Parti e delibera sulla base delle domande formulate dal cliente. Non deve, pertanto, essere confuso con “l'arbitrato” previsto dal Codice di procedura civile né assimilato alla “mediazione civile” di cui al  decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 e successive modificazioni.
Le decisioni dell'Arbitro posseggono un valore di mera autorevolezza e imparzialità e nel caso in cui l'intermediario (es.: banca) non dia esecuzione alla pronuncia, viene pubblicata la notizia dell'inadempimento sul sito internet dell'ABF.

Al sistema dell'ABF devono obbligatoriamente aderire tutti gli iscritti negli albi e negli elenchi tenuti dalla Banca d'Italia (le banche, le società finanziarie, gli istituti di pagamento, gli istituti di moneta elettronica, i confidi, Poste Italiane in relazione all'attività di bancoposta), nonché gli intermediari esteri operanti in Italia che non partecipano a un sistema stragiudiziale aderente alla rete europea Fin-Net della Commissione europea. 
La mancata adesione prevede una sanzione amministrativo pecuniaria

La procedura dinanzi all'ABF, in buona sostanza, si conclude con una pronuncia priva di esecutività, ma con il compito di decidere chi ha torto e chi ha ragione. 


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(28/07/2015 - Dott. Roberto Paternicò)
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