Il danno emergente e il lucro cessante: cosa sono e quali sono le differenze.

Il risarcimento per la diminuzione patrimoniale e il mancato guadagno
bilancia toga sentenza martello
Lucia Izzo - Il danno patrimoniale rappresenta una forma di danno ingiusto che colpisce direttamente la sfera economico-patrimoniale del danneggiato. 

Per delineare i profili concreti del danno si fa comunemente riferimento ai due concetti di danno emergente e lucro cessante che, lungi dall'essere espressione di separate categorie di risarcibilità, contribuiscono a caratterizzare una nozione unitaria di danno patrimoniale.

Il Codice civile non richiama espressamente le due categorie, limitandosi a precisare all'art. 1223 (Risarcimento del danno) che "il risarcimento del danno per l'inadempimento o per il ritardo deve comprendere così la perdita subita dal creditore come il mancato guadagno, in quanto ne siano conseguenza immediata".

La distinzione tra le due componenti del danno è frutto di elaborazione dottrinale già a partire dalle fonti romane e rappresenta in tempi moderni uno strumento necessario per i giuristi al fine di identificare gli effetti pregiudizievoli subiti dal patrimonio del danneggiato. 

Il concetto di danno emergente identifica ogni diminuzione patrimoniale provocata dall'illecito o dall'inadempimento. Deve trattarsi di un perdita di utilità già presenti nel patrimonio del danneggiato e fattispecie tipiche in tal senso possono rinvenirsi nel disvalore economico provocato dalla mancata, inesatta o ritardata prestazione del debitore, nelle spese sostenute per rimuovere inesattezze della prestazione, nella temporanea impossibilità di godere del bene, nei danni provocati alla persona o ai beni del creditore (ad es. a seguito di incidente stradale).

Il lucro cessante si identifica nel mancato guadagno patrimoniale provocato dall'inadempimento o dall'illecito che si sarebbe dovuto conseguire in caso l'obbligazione fosse stata regolarmente adempiuta o in mancanza della lesione. A differenza del danno emergente, il lucro cessante attiene ad una ricchezza non ancora inglobata nel patrimonio del danneggiato, ma che si sarebbe ragionevolmente prodotta.

Il lucro cessante si riscontra in situazioni come l'impossibilità di utilizzare un bene (es. mancata percezione di frutti da un bene fruttifero oppure mancato guadagno se il bene è uno strumento di lavoro necessario), nella mancata realizzazione di rapporti contrattuali, nei cd. "danni futuri" provocati dalla perdita o diminuzione della capacità lavorativa oppure della capacità di versare prestazioni assistenziali (es. morte della persona che erogava gli alimenti).

Ai fini del risarcimento dovrà essere verificato il nesso causale tra evento dannoso ed evento di danno, poiché le perdite subite o il mancato guadagno devono rappresentare una "conseguenza immediata e diretta" del fatto. 

Successivamente, danno emergente e lucro cessante potranno contribuire alla quantificazione del danno.
Se non sia possibile provare il danno nel suo preciso ammontare (come spesso accade per il lucro cessante) il giudice lo liquiderà in via equitativa se risulta che il nocumento patrimoniale si andrà a verificare con una ragionevolmente fondata attendibilità
Lucia Izzo
(25/06/2015 - Lucia Izzo)
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