Diritto del lavoro

Il TFR anticipato. Modalità, condizioni e limiti per la richiesta di anticipo al datore di lavoro

In che modo si può chiedere al datore di lavoro l'anticipo del Tfr quando si devono affrontare spese importanti?
sentenza giudice giustizia avvocato cassazione
Avv. Luisa Camboni -

In che modo si può chiedere al datore di lavoro l'anticipo del Tfr quando si devono affrontare spese importanti?

Il trattamento di fine rapporto (Tfr), detto anche buonuscita o liquidazione, è una somma di denaro che viene corrisposta al lavoratore dipendente al termine del rapporto di lavoro.

Molto spesso capita che questa somma potrebbe servire in anticipo perché necessaria per affrontare spese impreviste: si pensi ad esempio all'acquisto di un immobile, ad un importante intervento chirurgico…

In questo caso è possibile chiedere la corresponsione in anticipo al datore di lavoro?

La risposta è si. Anche se la richiesta è soggetta a determinate condizioni e limiti. Il vantaggio della corresponsione anticipata del Tfr è quella di evitare di dover contrarre debiti con Istituti bancari e finanziari per far fronte ad esigenze di spesa.

E' bene ricordare che fino al 31 dicembre del 2006 il Tfr non destinato alla previdenza complementare restava in azienda fino al venir meno del rapporto lavorativo, con la possibilità per il lavoratore di chiedere al datore di lavoro un anticipo. In questo caso era il datore di lavoro a gestire la corresponsione anticipata del Tfr.

Attualmente la situazione ha subito una notevole modifica. Difatti, la gestione della corresponsione anticipata del Tfr non è più a discrezione del datore di lavoro, ma è la Legge che ne stabilisce i requisiti, i tempi e le modalità.

Chi può chiedere l'anticipo del Tfr?

I lavoratori dipendenti del settore privato aventi un'anzianità di servizio superiore agli anni otto presso l'azienda in cui prestano lavoro.

L'anticipo non può superare il 70% di quanto è stato maturato al momento della richiesta e può essere chiesto una sola volta.

L'anticipo può essere richiesto anche dai dipendenti del settore pubblico. Per questi ottenere la buonuscita non è affatto semplice. Infatti, pur essendo richiesto il possesso dei medesimi requisiti per i dipendenti privati, la possibilità di avanzare richiesta di corresponsione anticipata del Tfr è limitata a coloro che sono stati assunti con un contratto a tempo determinato dal 30 maggio 2000 e a coloro che sono stati assunti con un contratto a tempo indeterminato a partire dal 1° gennaio 2001.

Per tutti gli altri dipendenti vale la regola della corresponsione del Tfr a fine rapporto lavorativo.

In quali casi la Legge consente la richiesta anticipata del Tfr?

La Legge la consente solo per:

1)    Spese sanitarie per interventi straordinari riconosciuti dalle strutture sanitarie pubbliche o private;

2)    L'acquisto della prima casa per sé e per i figli, anche se l'acquisto viene effettuato dal coniuge, purchè ci sia la comunione dei beni;

3)    Le spese sostenute in caso di congedo facoltativo per maternità, ciò perché in questo periodo la retribuzione della lavoratrice è ridotta al 30%;

4)    Le spese durante i congedi per la formazione extralavorativa o per la formazione continua.

    L'azienda può rifiutare di concedere l'anticipo?

Sì, l'azienda può dire di no!

Infatti, il lavoratore, pur possedendo tutti i requisiti richiesti per ottenere l'anticipo, può vederselo negato quando il numero di lavoratori che hanno avanzato richiesta di anticipo del Tfr supera il 10% del totale dei dipendenti che ne hanno titolo e, in ogni caso il 4% dell'intera forza lavoro.

    Quali documenti occorre presentare per ottenere l'anticipo del Tfr?

Nel caso di acquisto della prima casa non occorre esibire il rogito e, quindi, aver già perfezionato l'acquisto. Una sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che è sufficiente dimostrare che l'acquisto è in fase di perfezionamento.

In che modo?

O esibendo il preliminare di compravendita; o la partecipazione ad una cooperativa edilizia; o, ancora, la concessione edilizia per la costruzione della casa su suolo proprio.

Si badi bene non si ha diritto all'anticipo quando si devono sostenere spese per:

-         lavori di ristrutturazione e ampliamento dell'abitazione già di proprietà;

-         il pagamento dei debiti per evitare l'espropriazione della casa;

-         l'acquisto di box e cantine.

Nel caso in cui l'anticipo viene chiesto per far fronte a spese mediche queste devono essere necessarie e straordinarie.

 Come è possibile dimostrarlo? In questa ipotesi è la struttura sanitaria pubblica o privata  a dover riconoscere che la terapia o l'intervento sono necessari, nonché accertarne la delicatezza e l'importanza sia dal punto di vista sanitario che economico.

Avv. Luisa Camboni

Via L. Garau, n°22 09025 – Sanluri (CA)

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(30/04/2015 - Avv. Luisa Camboni)
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