Con circolare 22 settembre 209, n. 328, il Garante per la protezione dei dati personali ribadisce il divieto di monitorare in modo sistematico pagine e siti visitati. Nel caso sottoposto all’attenzione del garante, una società aveva monitorato per nove mesi la navigazione on line di un lavoratore attraverso un software in grado di memorizzare “ in chiaro” le pagine ed i siti web visitati, il numero di connessioni, il tempo trascorso sulle singole pagine. Ciò viola lo Statuto dei lavoratori, che vieta l’impiego di apparecchiature per il controllo a distanza dell’attività dei dipendenti. Peraltro, la società non aveva neanche provveduto ad attivare le procedure stabilite dalla normativa qualora tale controllo fosse motivato da esigenze organizzative e produttive. Inoltre, il Garante ha ritenuto che la società sia incorsa anche nella violazione dei principi i pertinenza e non eccedenza delle informazioni raccolte, poiché il monitoraggio, diretto peraltro nei confronti di un solo dipendente, è risultato prolungato e costante. In base alle Linee guida fissate dall’Autorità, i datori possono procedere ad eventuali controlli ma in modo graduale, mediante verifiche di reparto, d’ufficio, prima di passare a controlli individuali.
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(17/12/2009 - Francesca Bertinelli)
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