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Cassazione: linea dura contro la "mano morta"

Ancora una volta la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi con fermezza contro la cattiva abitudine della "mano morta". Questa volta, la Terza sezione penale (sentenza 24801/2009) , ha confermato una condanna a nove mesi e 10 giorni di reclusione nei confronti di un idraulico, reo di avere compiuto "insistenti toccamenti dei glutei" e "ripetuti abbracci" a una signora presso cui si era recato per riparare l'impianto idraulico. Assolto in primo grado l'uomo era stato poi condannato dalla Corte d'appello nel novembre del 2007. Inutile il tentativo di difendersi in Cassazione dove l'imputato aveva sostenuto di essersi limitato a fare dei "dei complimenti" alla ragazza per la sua bellezza e di averle solo "sfiorato involontariamente la schiena con un movimento anomalo". La Cassazione respingendo il ricorso a sottolineato la piena attendibilità del racconto della vittima e la legittimità della condanna dell'idraulico che "dopo un complimento verbale fatto con risata volgare", si era profuso "in ripetuti abbracci seguiti da insistenti toccamenti dei glutei" della ragazza che lo aveva chiamato per le riparazioni idrauliche".
(17/06/2009 - Roberto Cataldi)
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