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Cassazione: mai invitare in TV chi è incline a diffamare

La Corte di Cassazione ha stilato una sorta di vademecum per i telegiornalisti invitandoli ad "'evitare di dare la parola a persone'' abituate a ''performance diffamatorie''. Con una sentenza (la numero 3597/2008) la Corte invita dunque a chiudere le porte in tv a chi non si controlla. Nell'impianto motivo, i Giudici di Piazza Cavour scrivono che ''resta l'obbligo dell'intervistatore televisivo di intervenire, se possibile, nel corso dell'intervista (quanto meno interloquendo, chiedendo precisazioni, chiarendo, quando e' il caso, che quello espresso e' solo il punto di vista dell'intervistato), se si rende conto che il dichiarante sta eccedendo limiti della continenza o sconfinando in settori di nessuna rilevanza sociale''.
Non si tratta naturalmente di voler imporre una censura, la Corte viale semplicemente ricordare che nel rispetto dei "limiti del diritto-dovere di informare'', e' bene evitare di dare la parola a persone da cui ci si può attendere che "ne approfitteranno per commettere reati, non rispettando i limiti del diritto di cronaca o di critica''.
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(28/01/2008 - Roberto Cataldi)
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