Appello incidentale

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Cos'è l'appello incidentale, quando viene proposto, quali sono i termini, cosa accade nel caso di proposizione tardiva

L'appello incidentale, in base alle modifiche della riforma Cartabia, si presenta con comparsa da depositare, a pena di decadenza, almeno 20 giorni prima dell'udienza indicata nella citazione in appello.

Cos'è l'appello incidentale

L'appello incidentale nel processo civile consente alle parti diverse da quella che ha impugnato una sentenza in appello di impugnare la stessa pronuncia. Questa impugnazione, tuttavia, va proposta in forma incidentale, la stessa deve cioè innestarsi nello stesso processo dell'impugnazione principale. Lo stabilisce nello specifico l'articolo 333 c.p.c.

Affinché sia possibile proporre un appello incidentale, è quindi necessario che in primo grado le parti abbiano proposto più domande e il giudice abbia deciso alcune in favore dell'attore e altre in favore al convenuto o di altre parti. L'appello incidentale, infatti, riguarda le domande formulate e rigettate.

Esso viene utilizzato insomma in presenza di una soccombenza reciproca, ossia in caso di soccombenza anche dell'appellato (che è risultato vincitore complessivamente nel precedente grado di giudizio) su una parte o un capo della sentenza diverso da quello impugnato, invece, dall'appellante.

Termini per l'appello incidentale

Se la parte che ha subito un appello intende a sua volta impugnare la medesima sentenza, deve proporre appello incidentale nello stesso processo, come previsto dall'articolo 333 c.p.c.

L’art. 333 c.p.c dispone infatti che: “Le parti alle quali sono state fatte le notificazioni previste dagli articoli precedenti debbono proporre, a pena di decadenza, le loro impugnazioni in via incidentale nello stesso processo.”

Tale facoltà, tuttavia, è subordinata al rispetto di specifici termini.

Quando si propone l'appello incidentale

In particolare, l'appello incidentale deve essere proposto, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta, che va depositata almeno venti giorni prima dell'udienza di comparizione.

L'articolo 359 c.p.c. del resto dispone che nei procedimenti di appello che si tengono davanti al tribunale o alla corte di appello si applicano, se compatibili, le norme dettate per il procedimento di primo grado. Si ricorda inoltre che anche per l'appello incidentale valgono le regole previste dall'articolo 342 c.p.c, come riformato dal decreto legislativo n. 149/2022, con particolare riferimento alla descrizione specifica dei motivi dell'impugnazione.

Tale attività, se tempestiva, è sufficiente a perfezionare l'impugnazione, che, infatti, non deve essere notificata alla controparte, a meno che questa non sia rimasta contumace.

Cosa accade in caso di differimento dell'udienza

Nel caso invece in cui l'udienza di comparizione sia differita dal giudice ai sensi del comma due dell’art. 349 bis c.p.c. l'appello incidentale andrà proposto a pena di decadenza almeno 20 giorni prima rispetto alla data dell'udienza differita, e non quella originariamente indicata nell’atto di appello.

Il termine si considera "libero""

L’art. 343 del codice di rito quando stabilisce il termine per la proposizione dell'appello incidentale, non chiarisce espressamente se il termine di costituzione debba considerarsi libero o no.

A fugare ogni dubbio al riguardo per fortuna è intervenuta ancora una volta la giurisprudenza di legittimità. La Cassazione infatti nella sentenza n. 32973/2022 ha ribadito che: “la lettera della legge non prevede (…) se il termine di costituzione debba considerarsi “libero” o meno, mancando ogni precisazione a tale riguardo. Aderendo all’indirizzo nettamente prevalente della giurisprudenza di questa Corte, si osserva che il termine libero costituisce un’eccezione alla regola generale in materia di computo dei termini, dettata all’art. 155 cod. proc. civ., secondo cui nel computo dei termini a giorni o ad ore si escludono il giorno o l’ora iniziali. Pertanto, mentre non si computa il dies a quo, deve invece calcolarsi il dies ad quem, il giorno cioè nel quale si deve effettuare l’atto sottoposto a termine. Tale regola di applica anche per i termini che decorrono all’indietro, nei quali è da considerare come dies a quo il termine di partenza del computo a ritroso, che, quindi non deve essere calcolato, e come dies ad quem il giorno terminale del computo all’indietro, che, pertanto, deve essere conteggiato.”

Di conseguenza, deve ritenersi che nel computo dei termini per la proposizione dell'appello incidentale, si debba escludere il dies a quo, che anche nei termini a ritroso come quello in analisi è rappresentato nel giorno di partenza del computo e si debba, invece, conteggiare il dies ad quem, ossia il giorno finale del computo all'indietro.

Cosa fare se l'interesse sorge a seguito di impugnazione di una parte diversa

Nel disciplinare i termini per l'appello incidentale, l'articolo 343 del codice di procedura civile, nel comma 2 prende in considerazione anche un caso specifico: quello in cui l'interesse a proporre appello incidentale sorga non a seguito dell'appello principale, ma in conseguenza dell'impugnazione di un'altra parte.

Se una simile ipotesi si verifica, tale appello va proposto nella prima udienza successiva alla proposizione dell'impugnazione che ha fatto sorgere l'interesse allo stesso.

Appello incidentale tardivo

Sempre in tema di termini di proposizione dell’appello incidentale è opportuno menzionare, per completezza, anche le impugnazioni incidentali tardive.

La disciplina di queste azioni è contenuta nell’articolo 334 c.p.c, anch’esso oggetto di modifica da parte della riforma Cartabia.

Si tratta in particolare di quelle impugnazioni intraprese dalle parti contro le quali è stata proposta un’impugnazione e da coloro che sono stati chiamati per integrare il contraddittorio ai sensi dell’art. 331 c.p.c. perché la causa è inscindibile o perché le cause intraprese dipendono una dall'altra.

In questi casi l’articolo 334 c.p.c prevede che questi soggetti possano proporre l’impugnazione in via incidentale anche quando il termine è decorso o le stesse abbiano fatto acquiescenza alla sentenza.

Se poi l’impugnazione principale dovesse essere dichiarata inammissibile o improcedibile le impugnazioni incidentali perderanno efficacia.

Notifica dell'appello incidentale al contumace

L'appello incidentale è validamente proposto solo con il deposito tempestivo in cancelleria della comparsa di risposta, quando le parti nei cui confronti esso è diretto sono costituite.

Nel caso, invece, in cui esse siano rimaste contumaci, la comparsa di risposta va loro notificata ai sensi di quanto disposto dall'art. 292 c.p.c.

Come chiarito dal Tribunale di Roma, sezione XII, nella sentenza del 15.01.2010 l'omessa notifica al contumace dell'appello incidentale determina una nullità relativa eccepibile dal solo contumace che si costituisce in giudizio successivamente o fatta valere dallo stesso come motivo di ricorso in sede di Cassazione.

L'onere di proporre appello incidentale

Non sempre, tuttavia, l'onere di attivazione dell'appellato deve concretizzarsi nella proposizione di un appello incidentale. Esso non è necessario per chiedere il riesame delle domande e delle eccezioni della parte vittoriosa, respinte, ritenute assorbite o non esaminate con la sentenza impugnata in via principale: in tal caso, infatti, non c'è alcun interesse a impugnare la sentenza, essendo sufficiente semplicemente riproporre la domanda non affrontata dal giudice.

Il Contributo Unificato nell'appello incidentale

Seppure sia un aspetto molto discusso, la proposizione di un appello incidentale determina l'obbligo dell'appellato di pagare il contributo unificato per le spese di giustizia, al contrario di quanto avviene nel caso in cui questi si limiti a difendersi dall'appello depositando una "normale" comparsa di costituzione in giudizio.

Se, infatti, l'appellato predispone una difesa in giudizio senza avanzare autonome pretese di riforma della sentenza di primo grado, egli non deve pagare alcunché. Se invece, nel costituirsi, decide di impugnare il medesimo atto su altri aspetti, proponendo un appello incidentale, è tenuto a versare il contributo unificato.

Il versamento va fatto sempre e il suo ammontare è determinato sulla base del valore della domanda contenuta nell'appello principale.

Ad esempio, se quest'ultima è pari a 15mila euro, anche l'appellato che propone appello incidentale è tenuto, così come l'appellante, a pagare un contributo unificato per le spese di giustizia di importo pari a 355,50 euro.

In sostanza, l'importo è quello previsto in primo grado per il valore della causa, aumentato della metà.

Appello incidentale condizionato

In alcuni casi specifici, pacificamente ammessi dalla giurisprudenza nonostante l'assenza di una norma specifica, l'appello incidentale è detto condizionato.

In particolare, si parla di appello incidentale condizionato quando il giudice è chiamato a pronunciarsi su di esso solo nel caso in cui accolga (anche solo parzialmente) l'appello principale.

Generalmente, ma non per forza, un tal genere di impugnazione è proposta da chi è risultato interamente vittorioso in primo grado e corre il rischio, se l'impugnazione viene accolta, che torni in discussione la domanda spiegata in primo grado.

Quanto affermato finora è stato confermato anche dalla Cassazione nell'ordinanza n. 26321/2023: "Soltanto la parte totalmente vittoriosa in primo grado non ha l'onere di riproporre con appello incidentale le domande od eccezioni non accolte nella sentenza di primo grado e, per sottrarsi alla presunzione di rinuncia di cui all'art. 346 c.p.c., può limitarsi a riproporle nella comparsa di risposta e nelle successive difese, fino all'udienza di precisazione delle conclusioni; la parte che sia rimasta soccombente su di una questione, invece - e, perciò, certamente, la parte che abbia visto rigettata la sua domanda riconvenzionale - ha l'onere di proporre appello incidentale condizionato, pena il formarsi del giudicato sul rigetto".

Esempio appello incidentale condizionato: la chiamata in garanzia

Per comprendere meglio cosa si intende per appello condizionato è utile fare riferimento all'esempio di scuola, che prende spunto da uno dei casi più ricorrenti in cui si riscontra nella prassi un tal genere di impugnazione.

Un soggetto, convenuto in giudizio, chiama in garanzia un terzo ma, all'esito del processo di primo grado, risulta vittorioso e la sua domanda di garanzia viene disattesa.

In caso di appello, è verosimile che tale soggetto proponga un appello incidentale condizionato, tornando a chiedere di essere manlevato dal terzo solo nel caso in cui l'impugnazione avverso la pronuncia che lo ha visto vittorioso in primo grado venga accolta.

La decisione delle Sezioni Unite della Cassazione

A tal proposito occorre tuttavia dare conto del fatto che, con sentenza numero 7700/2016 le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno precisato che "nel caso di chiamata in garanzia, qualora il giudice di primo grado abbia rigettato la domanda principale e non abbia deciso sulla domanda di chiamata in garanzia e sulle sue implicazioni (rivalsa), in quanto la decisione su di essa era stata condizionata all'accoglimento della domanda principale e non era stata chiesta né dal convenuto preteso garantito né dal preteso garante indipendentemente dal tenore della decisione sulla domanda principale, ove l'attore appelli la decisione di rigetto della domanda principale (impugnazione da rivolgersi necessariamente contro il convenuto ed il terzo), ai fini della devoluzione al giudice d'appello della cognizione della domanda di garanzia per il caso di accoglimento dell'appello e di riconoscimento della fondatezza della domanda principale, non è necessaria la proposizione da parte del convenuto appellato di un appello incidentale, ma è sufficiente la mera riproposizione della domanda di garanzia ai sensi dell'art. 346 c.p.c.".

Giurisprudenza della Cassazione sull'appello incidentale condizionato

Di seguito alcune delle più rilevanti pronunce della Cassazione sull'appello incidentale condizionato:

Cassazione n. 27772/2023

La sentenza impugnata ha qualificato l'appello incidentale come "subordinato" e cioè condizionato all'accoglimento di quello principale, per cui vale il principio secondo il quale, allorché l'appello principale risulti totalmente infondato, l'appellante incidentale non ha più interesse a che il suo gravame sia deciso, perché il suo eventuale esito positivo non potrebbe portare a un risultato più favorevole relativamente all'oggetto della controversia (Cass. Sez. 2 21-2-2019 n. 5134 Rv. 652759-01).

Cassazione n. 27602/2023

Se l'eccezione viene esaminata e decisa, anche implicitamente, dal Tribunale, la parte totalmente vittoriosa nel merito, ma soccombente su questione preliminare di merito per rigetto (espresso od implicito) o per omesso esame della stessa - che consiste nell'illegittima pretermissione o nella violazione dell'ordine di decisione delle domande e/o delle eccezioni impresso dalla parte medesima - deve spiegare appello incidentale condizionato per devolvere alla cognizione del giudice superiore la questione rispetto alla quale ha maturato una posizione di soccombenza teorica.

Cassazione n. 26321/2023

La parte che sia rimasta soccombente su di una questione, invece - e, perciò, certamente, la parte che abbia visto rigettata la sua domanda riconvenzionale - ha l'onere di proporre appello incidentale condizionato, pena il formarsi del giudicato sul rigetto. Il giudizio di appello ha infatti le caratteristiche di una impugnazione a critica vincolata (revisio prioris instantiae) (in senso conforme Cass. Sez. Un. n. 28498 del 2005; di recente, Cass. Sez. Un. n. 11799 del 2017): in conseguenza, la censura alla decisione del giudice di primo grado, della quale si voglia evidenziare la non conformità alle norme che regolano il processo, l'erroneità della valutazione dei fatti di causa o dell'applicazione delle norme di diritto, deve essere necessariamente veicolata mediante la specifica formulazione di un motivo di gravame, in ossequio al dettato dell'art. 342 e dell'art. 329 cod. proc. civ. (cfr. in ipotesi di omessa pronuncia su domanda riconvenzionale, Cass. Sez. 6 - 2, n. 10406 del 2018).


 

Fac-simile appello incidentale

CORTE DI APPELLO DI _____________

udienza del ____________

***

COMPARSA DI COSTITUZIONE E RISPOSTA CON APPELLO INCIDENTALE

per

_________________, nato a _______________, il ______________ e residente in ______________ alla via __________________ n. ___ (C.F.: _______________________), elettivamente domiciliato in _________________ alla via _______________________ n. ___, presso lo Studio dell'Avv. __________________ del Foro di _____________ (C.F.: ____________________, fax _______________, pec ________________) che lo rappresenta e difende in virtù di mandato in calce al presente atto

- appellato -

contro

_______________, residente in ____________ alla via ______________ n. ___, c.f. _________________, rappresentato e difeso dall'Avv. _______________

- appellante -

Parti della sentenza oggetto di impugnazione

Con il presente atto di appello incidentale si intendono impugnare le parti della sentenza che si vanno esplicitamente e distintamente a illustrare, por i motivi di diritto che si andranno in seguito a esporre:

- nello specifico si richiede la modifica della parte della sentenza n. __________, emessa dal Tribunale di _______ pubblicata in data _________ in cui il giudice ha applicato in modo errato l'articolo _________________________________________________________________________ e quella in cui non si è pronunciato sulla domanda con cui ______________________________________

In fatto e in diritto

Con l'atto di appello del Sig. __________ notificato il _______ l'appellante ha così motivato la sua impugnazione avverso la sentenza di condanna :

_______________________________________________________________________________________________________________

***

Con il presente appello incidentale (art. 333 e 343 c.p.c) si vogliono contestare i capi della sentenza sopra indicati per i seguenti e specifici motivi:

  • in via preliminare __________

  • Nel merito si ritiene violato l'articolo _________ in quanto;

  • La ricostruzione dei fatti operata risulta errata in quanto _________________

Il sottoscritto avvocato, invocando l'azione riparatrice dalla Corte di Appello di ________ rassegna le seguenti

CONCLUSIONI

Voglia l'Ill. Ma Corte di Appello _______ adita rigettare l'appello principale e accogliere il presente appello incidentale, con conseguente condanna _______________ e riforma del capo ______ sentenza nella parte in cui, a pag. ______ viene disposto che __________________

Con vittoria di spese, diritti e onorari del doppio grado di giudizio.

Salvis juribus

Ai fini del pagamento del contributo unificato, si dichiara che il presente ricorso incidentale non comporta un aumento del valore della controversia rispetto a quello indicato nel ricorso principale

Oppure

Ai fini del pagamento del contributo unificato, si dichiara che il presente ricorso incidentale comporta un aumento del valore della controversia pari a Euro

Si deposita:

1) fascicolo di primo grado

2) copia autentica sentenza impugnata

Luogo, data Firma