La Commissione europea promuoverà l'installazione di pannelli solari sui tetti di ogni edificio pubblico entro il 2025 e allenterà la politica ambientale in modo da rendere più rapida l'approvazione di nuovi impianti di energia rinnovabile

Pannelli fotovoltaici, la proposta della commissione europea

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Pannelli fotovoltaici obbligatori per tutti gli edifici pubblici e commerciali dal 2026 in poi, superata una specifica metratura. I pannelli diventeranno obbligatori per tutti gli edifici residenziali dal 2030. Nel contempo aumento della produzione di biometano per toccare i 35 miliardi di metri cubi nel 2030. La bozza del piano REPowerEU per porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili russi prevede lo stanziamento di 195 miliardi di euro. La Commissione europea promuoverà l'installazione di pannelli solari sui tetti di ogni edificio pubblico entro il 2025 e allenterà la politica ambientale in modo da rendere più rapida l'approvazione di nuovi impianti di energia rinnovabile.

Pannelli fotovoltaici obbligatori, l'obiettivo

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«Proponiamo di rendere obbligatori i pannelli solari per gli edifici commerciali e pubblici entro il 2025 e per i nuovi edifici residenziali entro il 2029» ha evidenziato , la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

La proposta dell'Unione europea si trova RePowerEu, un piano proposto dal corpo di governo dei 27 che si pone come obiettivo «ridurre la nostra dipendenza energetica dalla Russia il più rapidamente possibile.

Pannelli fotovoltaici obbligatori, i fondi

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Per farlo la Commissione ha deciso di mobilitare «quasi 300 miliardi di euro: circa 72 euro miliardi di sovvenzioni e 225 miliardi di euro di prestiti». Si partirà dal risparmio energetico, inteso come il modo più rapido ed economico per affrontare il problema crisi energetica attuale. Per poi proseguire, a detta della presidente che ha illustrato la proposta: «Aumenteremo quindi l'obiettivo di efficienza energetica dell'Ue per il 2030 dal 9% a 13%. E stiamo aumentando l'obiettivo 2030 per l'energia rinnovabile dell'Ue dal 40% al 45%».

Per l'organismo europeo gli impianti per le rinnovabili dovranno diventare a prevalente interesse pubblico per legge, al fine di accelerare i permessi e obiettivi più ambiziosi per le energie pulite al 2030. Il compito degli stati membri sarà quello di istituire aree di riferimento dedicate per le energie rinnovabili (cosiddette "go-to-areas") con procedure di autorizzazione abbreviate e semplificate in aree con rischi ambientali inferiori. Per la rigenerazione di impianti in queste aree il tempo per le autorizzazioni non dovrebbe superare i sei mesi.


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