In tempo di covid, per l'Aiga, sarebbe un errore da parte del legislatore non intervenire sulle norme del legittimo impedimento, pena il grave pregiudizio del diritto alla difesa

Aiga: «Bilanciare diffusione del contagio con la difesa dei cittadini»

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La pandemia dovrebbe essere la spinta adatta affinchè il legislatore intervenga sulle norme che regolano il legittimo impedimento. È l'Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) a porre l'accento su questo tema e a chiarire che «arginare la diffusione del contagio deve essere un priorità che va necessariamente coniugata con la effettiva tutela dei diritti dei cittadini, la cui forma più alta è certamente il diritto di difesa nel processo garantito dalla costituzione».

Casi covid e legittimo impedimento

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Vengono fuori ogni giorno provvedimenti di rigetto delle istanza di legittimo impedimento presentate dai difensori delle parti nei processi penali celebrati in tutti Italia, motivate per l'isolamento "fiduciario" o addirittura per il periodo di "quarantena obbligatoria" imposta per le ipotesi di contatto con persone risultate positive al COVID 19. E l'associazione fa riferimento ad alcuni casi che si sono verificati nei giorni passati, in cui, si legge in una nota «Nonostante il deposito delle formali istanze - opportunamente corredate dalle certificazioni dei medici curanti (secondo i protocolli attivati dal Sistema Sanitario) - i Giudici (uno dei quali, ha poi rivisto tale decisione) hanno respinto le richieste presentate dai difensori».

Aiga: «I cittadini pagano le conseguenze»

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Così facendo, per l'Aiga, sono i cittadini a pagarne le conseguenze poiché vedono compromesso il loro diritto alla difesa. Quindi, da un lato si mortifica il ruolo -anche sociale - del difensore, dall'altro si espongono gli a conseguenze assai pregiudizievoli. A tal proposito c'è già una proposta depositata dall'Aiga: con il disegno di legge già sul tavolo del Ministro della Giustizia - e non incluso nel pacchetto di norme sulla giustizia del nuovo decreto Ristori. Da qui la necessità «urgente ed indispensabile ad arginare il grave rischio di veder costretto il diritto di difesa dei cittadini - e - l'invito al legislatore ad introdurre in sede di conversione le modifiche all'istituto del legittimo impedimento da tempo sollecitate».


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