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Sappe: raggiunto record di presenze nelle carceri. Detenuti a quota 68.749

La Segreteria Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe denuncia che nelle carceri italiane (oltr 200) il numero dei detenuti è arrivato a quota 68.749. Si tratta del "numero piu' alto mai registrato nella storia del Paese. Tutte le Regioni italiane hanno abbondantemente superato la capienza regolamentare, quella cioe' per si e' stimato che un carcere possa funzionare correttamente seguendo i dettemi della nostra Costituzione". Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, nel corso di una conferenza stampa ha dichiarato: "Da tempo il Sappe sta perseguendo una campagna di diffusione di questi dati per far conoscere all'opinione pubblica la reale situazione che migliaia di Poliziotti Penitenziari sono costretti a fronteggiare 24 ore al giorno. E' solo grazie alla professionalita' e al senso dello Stato che hanno le migliaia di Poliziotti Penitenziari (carenti in organico di piu' di 6mila unita') che si riescono a contenere i disagi e le proteste delle quasi 69 mila persone detenute'.

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Capece afferma che il settore penitenziario "e' l'ultima fase di un processo di politiche sulla giustizia. Se questo settore e' al collasso come i dati dimostrano ampiamente, significa che qualunque provvedimento a monte verra' avvertito in carcere solo dopo alcuni mesi. Ma la situazione oggi e' tale che la Polizia Penitenziaria ha dato fondo a tutte le risorse e a tutti i sacrifici. Se la politica non interverra' al piu' presto e' certo che il prezzo piu' alto lo pagheranno le migliaia di appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria e le loro famiglie". Per il sindacalista, i politici "hanno l'obbligo politico e morale di trovare al piu' presto una soluzione, magari ascoltando anche le proposte di chi, come la Polizia Penitenziaria, in carcere ci lavora 24 ore al giorno 356 giorni l'anno". Capece dichiara di aver "assistito alle solite denunce di una situazione insostenibile per i detenuti e qualche interrogazione parlamentare, ma se questo e' l'unico risultato di una mobilitazione che ha avuto ampia visibilita' mediatica, allora era meglio evitare quella passerella di celebrita', che ha generato molte aspettative nei confronti delle persone detenute e che ha sfruttato ancora di piu' il lavoro della Polizia Penitenziaria chiamata ad un lavoro straordinario che non verra' nemmeno pagato". Il sindacalista rinnova quindi l'appello del Sappe in primis alla riconosciuta sensibilita' istituzionale del Ministro della Giustizia e a tutti i Parlamentari "soprattutto quelli che hanno potuto rendersi conto dal vivo cosa significhi vivere e lavorare in carcere, di impegnarsi a trovare una soluzione al sovraffollamento".


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