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Lavoro: la professione del "Mobility Manager"

Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico di Euromobility (l'associazione nazionale dei mobility manager), in un intervista a LABITALIA ha illustrato le caratteristiche e gli obiettivi della professione del mobility manager. "L'obiettivo della nostra professione e' quello di risolvere le questioni di mobilita' urbana in modo sostenibile. Il ruolo del mobility manager, infatti, all'interno di un'azienda consiste nel verificare quali sono i problemi relativi agli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, e nel trovare delle alternative all'uso della macchina, e puntare quindi a ridurre l'utilizzo della vettura privata". La professione e' nata - spiega Bertuccio - "all'indomani del decreto del marzo 1998 sulla mobilita' sostenibile nelle aree urbane", e che oggi conta "781 mobility manager d'azienda e 66 di 'area' che sono invece nominati da pubbliche amministrazioni come Comuni e Province, e che in questo caso verificano se le aziende hanno nel proprio organico la figura del 'mobility manager', o comunque supportano le aziende nell'elaborazione del piano di spostamento casa-lavoro". "Il mobility manager - continua Bertuccio- viene solitamente scelto all'interno dell'azienda, tra i componenti dell'ufficio personale o dell'ufficio logistica. Per svolgere questo ruolo si possono seguire dei corsi di formazione, noi ad esempio come organizzazione ne realizziamo tre all'anno, e formato circa 200 mobility manager in questi ultimi anni. I corsi durano 3-4 giorni". E, continua Bertuccio, "per essere un buon mobility manager servono competenze in materia di comunicazione, marketing, capacita' relazionali e di cambiamento culturale, e anche conoscenza di tecniche di logistica".

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"Quando vanno risolti dei problemi legati alla mobilita' dei dipendenti di un'azienda -sottolinea Bertuccio- nel tragitto casa-lavoro, noi possiamo studiare diverse soluzioni che vanno dagli incentivi all'utilizzo di 'car pooling', che e' la modalita' che vede i dipendenti che abitano lontano mettersi d'accordo per utilizzare di volta in volta una sola auto per andare a lavoro; ma anche -aggiunge- incentivi all'abbonamento collettivo e a comprare biciclette". Purtroppo, come spiega Bertuccio, sono poche le aziende con una cultura d'impresa 'sostenibile'. "Nelle aziende con piu' di 300 dipendenti -sottolinea- la figura del mobility manager e' obbligatoria, anche se non e' prevista alcuna sanzione per le aziende che non l'hanno all'interno del proprio organico. Il vincolo diventa pero' effettivo se le aziende hanno la necessita' di ottenere una certificazione a livello ambientale, perche' in questo caso si deve avere nell'organico la figura professionale del mobility manager per ottenerla. Sono comunque ancora poche le aziende che nominano un mobility manager rispondendo a dei comportamenti virtuosi compresi nella propria cultura d'impresa". E, a frenare la crescita dei mobility manager, che comunque, secondo Euromobility che cura l'osservatorio sulla professione, e' salito del 3-4% negli ultimi anni "c'e' poca attenzione delle istituzioni, solo ai tempi dei governi Prodi ci furono incentivi, oggi mancano progetti, sebbene quello della mobilita' sia una dei problemi piu' sentiti dalla popolazione".


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