Avv. Roberto Cataldi |

Etuc: la direttiva europea su orario di lavoro deve garantire tutela lavoratori

L'Etuc (confederazione europea dei sindacati) ha segnalato alla Commissione europea, in relazione alla recente revisione della direttiva approvata dal comitato esecutico, che "Il principale obiettivo della direttiva sull'orario di lavoro e', e deve rimanere, la tutela dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che comporta un orario di lavoro lungo e irregolare". Come spiega l'Etuc, la direttiva andrebbe rafforzata per tenere conto dei nuovi rischi e "i lavoratori dovrebbero essere attrezzati con diritti e strumenti piu' forti per adeguare l'orario di lavoro alle loro esigenze. [...] Comunque, qualunque inziativa di modificare la direttiva deve innanzitutto porre fine al meccanismo dell'opt-out e rispettare le sentenze della Corte di giustizia europea sul lavoro a chiamata". John Monks, segretario generale dell'Etuc, ha sottolineato in particolare che "Con la Carta dei diritti fondamentali le istituzioni europee devono farsi carico dei propri doveri anche in maniera piu' seria, quindi garantendo a ogni lavoratore nella Ue il diritto a limitare il proprio orario per salvaguardare la propria salute, sicurezza e dignita' nel lavoro".

Altre informazioni su questo argomento

Il segretario generale aggiunge che "La Commissione ci ha chiesto di verificare se la direttiva e' adeguata per il 21° secolo. Dal nostrto punto di vista, tale verifica mostra che le regole e i principi di base della direttiva sono sempre validi. Ma pensiamo anche che la direttiva dovrebbe essere rafforzata, specialmente per dare ai lavoratori moderni del 21° secolo, che si confrontano con maggiori pressioni nell'accettare orari irregolari, ma allo stesso tempo con una maggiore esigenza di conciliare lavoro e famiglia o impegni di cura, quegli strumenti che permettano loro di negoziare un migliore orario con i propri datori di lavoro". "Comunque, non sopporteremo alcuna proposta di revisione della direttiva se prima, e soprattuto, non contemplera' di porre fine all'opt-out e soluzioni sul lavoro a chiamata nel rispetto delle sentenze in materia della Corte di giustiza. La Commissione ha chiesto alle parti sociali europee di considerare di risolvere i problemi con il dialogo sociale, passandoci cosi' la 'patata bollente'. Ma vedendo le posizioni nostre e delle parti datoriali cosi' distanti, non crediamo che al momento vi siano le condizioni per un esercizio fruttuoso".


Condividi su:
Twitter
Facebook
Linkedin

Articoli correlati

In evidenza oggi