Ci sono limiti e lacune nel modello di Scuola della magistratura delineato dalle riforme del 2006 e del 2007. E' quanto dichiara in una nota la Giunta Esecutiva Centrale dell'Associazione nazionale magistrati.
"L'attuale assetto legislativo - si legg nella nota - non consente di cogliere l'effettivo contributo del Consiglio superiore della magistratura nella individuazione delle linee guida della attività di formazione e di fissare i limiti di intervento del Ministero della Giustizia sulla intera attività della Scuola".
Ciò che preoccupa Anm è "la dislocazione della attività di formazione centrale su tre sedi (una al nord, una al centro e una al sud), foriera di una frammentazione delle diverse esperienze professionali e limitativa del confronto interno alla magistratura".
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