Cassazione: cane che morde padrone che paga. Non basta averlo legato
Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: cane che morde padrone che paga. Non basta averlo legato

D'ora in avanti non ci saranno più scuse o giustificazioni. Se il nostro amico a quattro zampe morde qualcuno si dovrà risarcire il danno. E chi è proprietario di un animale dovrà pagare anche se ha fatto tutto il possibile per evitare il danno. Non basta neppure averlo legato alla catena ed aver apposto il cartello "attenti al cane" per scagionarsi dalla responsabilità. L'avvertimento arriva dalla Corte di Cassazione (sentenza 9037/2010) che sottolinea come per liberarsi da responsabilita' non basta "la prova di avere usato la comune diligenza nella custodia del'animale". Insomma solo un evento improvviso tale da superare "ogni possibilita' di resistenza o contrasto da parte dell'uomo", potrebbe eventualmente scagionare i proprietari. La decisione è della terza sezione civile della Corte che ha accolto il ricorso di un 80enne che dopo essere entrato per ragioni di lavoro in un edificio era stato assalito dal un pitbull ch eil padrone aveva legato con una catena di tre metri e lontano dall'ingresso. La responsabilita' di cui all'art. 2052 c.c. spiega la Corte "prevista a carico del proprietario o di chi si serve dell'animale per il periodo in cui lo ha in uso, in relazione ai danni cagionati dallo stesso, trova un limite solo nel caso fortuito, ossia nell'intervento di un fattore esterno alla causazione del danno, che presenti i caratteri della imprevedibilita', della inevitabilita' e della assoluta eccezionalita'".

Altre informazioni su questa sentenza

D'ora in avanti "per liberarsi" da ogni responsabilità il proprietario di un cane dovra' "provare l'esistenza di un fattore, estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere il nesso causale, non essendo sufficiente la prova di avere usato la comune diligenza nella custodia dell'animale". Di diverso avviso era stato il Tribunale di Messina che, nell'ottobre 2005, aveva negato il risarcimento all'ottantenne (il giudice di pace aveva condannato il proprietario del pit bull a rifondere 2.580 euro), sostenendo che chi aveva in custodia il cane aveva fatto tutto il possibile per evitare incidenti, legando il cane alla catena e mettendo il cartello 'Attenti al cane' (anche se non visibile immediatamente dato il cancello aperto). A giocare contro L.S. anche l'eta' avanzata che, a detta del giudice di merito, aveva "minore prontezza a ritirarsi dall'attacco di un cane legato". Tutte considerazioni bocciate da piazza Cavour, compresa la motivazione per cui "un uomo anziano compie un atto decisamente pericoloso per la sua incolumita' se solo varchi un cancello aperto che dia accesso ad un immobile". Sara' ora il Tribunale di Messina a calcolare il giusto risarcimento per lo sfortunato anziano che, oltre al morso del cane, e' stato anche accusato di essere "meno agile".


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