Secondo quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'associazioni "avvocato di strada" oggi si diventa clochard non solo per scelta, ma soprattutto
per sopraggiunte difficoltà economiche.
Oggi, secondo l'associone, chi perde il lavoro e non riesce più neppure a pagare le bollette rischia di diventare un senza tetto.
Nell'ultimo rapporto dell'associazione si evidenzai un raddoppio di chi finisce per strada a seguito di un licenziamento o di uno sfratto.
Il presidente dell'associazione Antonio Mumolo, dichiara in proposito: "Abbiamo sempre piu' casi di persone italiane che perdono il lavoro,
non riescono a pagare le bollette e finiscono in strada: questo e' un dramma per tutti, ma ancora maggiore per chi ha figli, e vede andare
in pezzi la propria famiglia".
Altre informazioni su questo argomento
Mumolo afferma anche: "Dal nostro punto di osservazione vediamo che la nuova norma relativa al reato di
clandestinita' produce effetti inumani come l'impossibilita' di
sposarsi o di registrare all'anagrafe i propri figli ed induce gli
stranieri irregolari a non recarsi negli uffici pubblici nemmeno per
curarsi o denunciare reati contro la propria persona".
Gli italiani senza dimora tutelati
dall'Associazione nel 2009 sono stati 663. Erano stati 395 nel 2008.
Raddoppiano i casi di sfratto, che passano dai 63 del 2008 ai 118 del
2009. Sono quasi triplicati invece, i casi di italiani hanno perso il
lavoro e sono finiti in strada per via della crisi economica: dai 73
casi del 2008 si passa ai 178 dello scorso anno.
E ancora, sono raddoppiate anche i casi di fogli di via e delle
espulsioni: dai 258 casi del 2008 si e' passati ai 502 del 2009. Lo
scorso anno, gli avvocati dell'Associazione hanno aperto un totale di
2072 pratiche. Il 51% (1054) erano di diritto amministrativo, 812
(circa il 39%) nell'area civile, mentre il 10%, ossia 206, dell'area
penale.
La maggior parte dei senza tetto coinvolti, sono
stati quelli di provenienza extracomunitaria, 1284, ossia il 62%;
mentre 663 erano italiani (32%) e 125, ossia appena il 6% comunitari.
Sette senza tetto su dieci di quelli assistiti, era di sesso maschile
(72%), contro 580 clochard donna.
Circa la meta' delle pratiche amministrative aperte, ha riguardato
fogli di via e decreti di espulsione (502), seguite da problemi
relativi ai permessi di soggiorno (464). Molto piu' bassi i fascicoli
aperti per violazione del codice della strada. mancanza di biglietto
sui mezzi pubblici, o legati all'uso di stupefacenti. Nell'area
civile, in cima alla top ten delle cause di apertura pratica, i
licenziamenti (178), diritti di residenza violati (148) e sfratti
(118).
E infine, nel settore penale, i casi maggiori si sono verificati
nei reati contro il patrimonio, dalla rapina alla ricettazione, seguiti da vicende di clochard aggrediti, molestati o
minacciati, o vittime dello sfruttamento della prostituzione.
Oggi gli sportelli degli avvocati che tutelano i senza tetto,
sono presenti in 19 citta' italiane, da Nord a Sud: Ancona, Bari,
Bologna, Bolzano, Ferrara, Foggia, Jesi, Lecce, Macerata, Milano,
Modena, Napoli, Padova, Pescara, Roma, Reggio Emilia, Rovigo, Taranto,
Trieste.
Si tratta di sportelli legati dall'Associazione Avvocato di
strada Onlus, nata nel febbraio 2007, "per cercare di favorire una crescita comune delle esperienze,
per riflettere sulle caratteristiche e sui cambiamenti del contesto
sociale, favorire lo scambio di informazioni tra gli operatori di
territori diversi per migliorarne le competenze e renderle piu'
specifiche ed adatte alle diverse realta'".
Un'esperienza che nasce dalla necessita' di poter g"arantire un
apporto giuridico qualificato a quei cittadini privati dei loro
diritti fondamentali. La tutela legale - si spiega - viene prestata
presso un ufficio, il cosiddetto 'sportello' organizzato come un vero
e proprio studio legale nell'accoglienza, nella consulenza e
nell'apertura delle varie pratiche.