Avv. Roberto Cataldi |

Fisco: in arrivo il nuovo redditometro per il 2010

Dopo un incontro informale tra i commercialisti e l'Agenzia delle entrate è nata l'ipotesi di introdurre un nuovo strumento di lotta all'evasione fiscale. Si tratterebbe di un nuovo redditrometro per ricavare il reddito effettivo dei contribuenti attraverso il confronto tra quanto dichiarato al fisco e quanto viene effettivamente consumato. Lo strumento dovrebbe essere in grado di effettuare controlli trasversali non solo su lavoratori autonomi e dipendenti, ma anche su disoccupati, pensionati e casalinghe. Gli indicatori di ricchezza che caratterizzano il nuovo redditometro non sono solo barche immobili ed automobili ma anche spese per viaggi, iscrizioni a club e scuole private. Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti,ha ricordato che l'evasione fiscale sottrae alle casse dello stato una cifra che si aggira intorno ai 100 miliardi di euro all'anno. 'L'Italia - spiega il Presidente - non puo' essere il paradiso per gli evasori e l'inferno per i cittadini onesti'. Per questo, afferma Siciliotti è necessario introdurre nuovi strumenti efficaci contro l'evasione fiscale: 'Il redditometro e' uno strumento democratico e trasversale, riguarda dipendenti e autonomi, e anche i finti disoccupati. Inoltre consente di fare un raffronto tra quanto viene speso e quando viene dichiarato, mi sembra un elemento che puo' essere applicato su tutti'. Già entro la prima parte dell'anno partirà un tavolo di confronto con l'Agenzia.

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E' sempre il presidente Consiglio nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili a ricordare che ''E' arrivato il momento di confrontarsi su questo tema, se vogliamo fare un discorso serio sul recupero dell'evasione il redditometro e' la strada da seguire. Se si riuscisse a rendere uno strumento generalizzato risolverebbe una parte molto rilevante dell'evasione fiscale''. Ma quali sono le differenze rispetto al redditometro gia' utilizzato dall'amministrazione fiscale? Secondo la proposta dei commercialisti il nuovo strumento è basato su tutte le voci idonee a determinare i livello di capacita' contributiva, che devono essere confrontate con il reddito dichiarato, ''per vedere se e' coerente con i livelli di consumi o se dietro ci sono delle risorse patrimoniali, risparmi, che sono impiegati o se si tratta di evasione''. Fondamentale, per mettere in campo il 'termometro dei redditi', sottolinea Siciliotti, ''e' l'utilizzo della telematica, delle banche dati informatiche. Queste devono essere utilizzate per trasformare il meccanismo del raffronto tra reddito e tenore vita in un meccanismo informatizzato che consenta di accendere delle lampadine, degli avvisi con riferimenti a tutta quella serie di posizioni individuali, rispetto alle quali i dati acquisiti dalle dichiarazioni dei redditi e dall'anagrafe tributaria consentano di accendere una serie di lampeggianti che vadano a costruire le liste di contribuenti da assoggettare al controllo''. I comercialisti propongono quindi di estendere i parametri che gia' compongono il redditometro, con altri indicatori di ricchezza. Sulle modalita' da scegliere, ''si puo' discutere con l'Agenzia delle entrate, alcuni coefficienti al momento non ci convincono. In particolare, secondo il presidente, ''oltre agli immobili, agli autoveicoli e alle imbarcazioni, gia' utilizzati, dovrebbero essere inserite direttamente altre forme di consumo come il noleggio di mezzi, la partecipazione a club esclusivi, i viaggi, l'iscrizione a scuole private. Nel caso in incongruenze sara' il contribuente a dover dare delle spiegazioni. Riteniamo che il redditometro, come principio, sia sicuramente piu' corretto come strumento, rispetto agli studi di settore''. Secondo gli esperti fiscali il redditometro e' uno strumento piu' democratico perche', ''mette tutti i contribuenti sullo stesso piano, non importa l'attivita' svolta. E' uno strumento che funziona in maniera identica per tutti e gia' questo contribuisce alla pace fiscale tra le diverse categorie''. Gli studi settore viceversa, hanno il presupposto contrario: ''si applica solo a diversi contribuenti e per settori diversi. Quindi e' l'ideale per scatenare le fobie sindacaliste che in Italia sono sempre presenti in ogni categoria''. Inoltre, secondo i commercialisti, il redditometro, dal punto di vista tecnico, ''e' molto piu' efficace di quello che si puo' costruire con uno strumento come gli studi di settore, che sono stati sconfessati anche dalla Corte di cassazione perche' e' uno strumento non idoneo a creare la presunzione, al massimo puo' essere un indizio''. Con il redditometro invece si potrebbe avviare una ''procedura generalizzabile che consenta di individuare tutti contribuenti da assoggettare al controllo''. Il vero passo in avanti, che dovrebbe essere fatto per mettere in campo il redditometro, ''e' l'informatizzazione della raccolta dati rilevanti e generare procedure telematiche in grado di incrociare in modo generalizzato questi dati con quelli derivanti dalle dichiarazioni fiscali presentate dai contribuenti cosi' da evidenziare le situazioni che palesano delle criticita' e che devono essere messe in cima alla lista dei controlli''. Il costo da sostenere per introdurre il nuovo sistema, sottolinea il presidente, ''sarebbe ripagato in brevissimo tempo, gia' entro il primo anno di applicazione, grazie ai risultati che potrebbe dare''.


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