Il Consiglio Nazionale Forense, pur avendo espresso condivisione sull'obiettivo dichiarato del processo breve di rispettare il termine ragionevole dei processi, considera necessario che l'intervento avvenga unitamente all'introduzione di misure organizzative adeguate e alla previsione della depenalizzazione di alcuni reati.
Il Cnf ha quindi avanzato alcune proposte correttive al testo a partire dalla opportunità di spostare il giorno da cui far decorrere la tempistica del processo al momento del decreto che dispone il processo invece che dalla data della richiesta del pm di rinvio a giudizio.
Secondo il CNF potrebbe risultare costituzionalmente illegittima l'esclusione della applicazione dell'istituto ai delinquenti recidivi giacchè vi sarebbe una irragionevole disparita' di trattamento rispetto a chi è incensurato.
Sarebbe anche necessario secondo l'avvocatura razionalizzare il catalogo dei reati non potendosi adottare come criterio di esclusione per l'applicazione del processo breve quello della gravità. Sarebbe eventualmente necessario basarsi sul criterio della della complessità, non considerando unitamente delitti e reati contravvenzionali.
Anche la scansione della tempistica andrebbe modificata. Secondo il CNF andrebbe ampliato a tre anni il termine della fase del giudizio di primo grado e ridotto a un anno e mezzo ciascuno il tempo per i giudizi di appello e cassazione.
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