Avv. Roberto Cataldi |

Casa: in crescita il numero dei condomini che non pagano

Sulla base di quanto emerge dal terzo rapporto sui condomini italiani dell'Anci (Associazione Nazionale degli Amministratori Condominiali e Immobiliari) e dal Censis Servizi, la morosità nel pagamento delle quote condominiali è in aumento. Dal rapporto risulta che nel 65% dei casi di contenzioso si tratta proprio di azioni per il recupero di quote non pagate. In sostanza sono in aumento le famiglie che per difficoltà economiche rimandano il pagamento degli oneri condominiali e si vedono quindi recapitare un decreto ingiuntivo. Carlo Parodi, Direttore Nazionale del Centro Studi Anaci parla di "120.000 cause, tra decreti ingiuntivi, opposizioni a decreti ingiuntivi, opposizioni a sanzioni amministrative e opposizioni a esecuzioni, che ogni anno invadono la lenta macchina della giustizia generando un costo enorme per la societa' [...] Senza considerare che per recuperare queste somme spesso irrisorie si sostengono spese che tra onorari legali, marche da bollo, tempi di lavorazione e di persone alla fine sono piu' elevate'. Si teme anche un ulteriore impennata del numero dei procedimenti perchè il disegno di legge sulla riforma della normativa condominiale andrebbe a imporre all'amministratore di condominio di recuperare i crediti vantati in tempi strettissimi. Entro 120 giorni dalla morosità l'amministratore deve rivolgersi al giudice per richiedere il decreto ingiuntivo. Altrimenti risponde in proprio per le somme non riscosse con il rischio della revoca del mandato da parte dell'assemblea.

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Parodi spiega che ''Questo obbligo rischierebbe di ingolfare ulteriormente il lavoro dei tribunali per il recupero delle quote condominiali non pagate. Oggi infatti l'amministratore puo' scegliere se e quando procedere nei confronti di un condomino moroso valutando caso per caso. [...]Invece di imporre all'amministratore obblighi del genere sarebbe piu' opportuno promuovere l'utilizzo di strumenti alternativi, come le negoziazioni, i sistemi di fideiussione, la creazione di fondi rischi''. Quanto agli altri contenziosi in materia condominiale, se da un lato tra gli amministratori prevale l'impressione che il fenomeno della litigiosita' tra vicini sia in crescita e legato soprattutto a questioni riguardanti gli spazi comuni, dall'altro e' destinato a risolversi in gran parte nell'ambito delle assemblee condominiali. Infatti l'80% degli episodi di litigiosita' si risolve bonariamente nell'ambito delle riunioni di condominio. Mentre il 12% delle liti trova, invece, una conciliazione solo dopo aver dato avvio ad un contenzioso legale che viene poi abbandonato e solo l'8% si risolve con la sentenza di un tribunale o di un giudice di pace. Il fenomeno e' legato soprattutto a questioni di ''intolleranza'' della presenza fisica del vicino di casa piu' che a divergenze di opinioni sulla gestione della proprieta' condominiale. Da un'analisi di dettaglio delle cause civili sopravvenute presso il Tribunale ordinario di Roma e gli l'Uffici del Giudice di Pace, risulta che le cause in ambito condominiale rappresentano solo poco piu' del 4% sul totale dei procedimenti civili accolti complessivamente.


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