È stata istituita con decreto del Ministro delle Infrastrutture la Banca dati nazionale sull'abusivismo edilizio in cui saranno raccolte e rese disponibili le informazioni sugli immobili e le opere realizzate in violazione di legge
case con segnale di divieto per abusivismo

Banca dati abusivismo, cos'è

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È stata istituita con decreto del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, la Banca dati nazionale sull'abusivismo edilizio in cui saranno raccolte e rese disponibili le informazioni sugli immobili e le opere realizzate in violazione di legge. Sulla Gazzetta ufficiale n. 60 del 12 marzo 2022 è stato pubblicato il Decreto (in allegato). L'obiettivo della Banca (Bndae) è aumentare la riqualificazione del territorio partendo dalle demolizioni; il Governo spera di poter porre un freno ai fenomeni di deregulation urbana, istituendo un unico portale nazionale di censimento degli immobili abusivi.

La Banca è alimentata dagli enti, le amministrazioni e gli organi a qualunque titolo competenti in materia di abusivismo edilizio «i quali - come chiarisce l'articolo uno - condividono e/o trasmettono esclusivamente tramite il sistema informatico di cui al presente decreto le informazioni relative agli illeciti accertati e ai provvedimenti emessi. Il contenuto informativo minimo della banca è costituito dalle segnalazioni relative agli immobili e alle opere realizzati abusivamente inviate dai comuni per il tramite dell'Ufficio territoriale del Governo».

Banca dati abusivismo, le finalità

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Le finalità della banca, come prevede l'articolo 2 del decreto, sono:

- censire i manufatti abusivi presenti sul territorio nazionale per tutelare la corretta gestione, la sicurezza e la riqualificazione del territorio;

- rendere disponibili i dati per la consultazione da parte delle amministrazioni pubbliche competenti in materia di abusivismo edilizio;

- integrare ed omogeneizzare le informazioni e i dati anche territoriali disponibili presso le amministrazioni competenti;

- agevolare la programmazione e il monitoraggio degli interventi di demolizione delle opere abusive da parte dei comuni e la gestione del fondo di cui all'art. 1, comma 26, della legge 205/2017.

Banca dati abusivismo, funzionamento

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Nella prima fase di attivazione la banca sarà alimentata direttamente dai dati relativi all'abusivismo edilizio segnalati dai Comuni stessi. Entro tre mesi dall'entrata in vigore del Decreto sarà avviata la ricognizione delle informazioni per la strutturazione della BDNAE. Le integrazioni saranno possibili grazie alla collaborazione del Ministeri dell'Interno, della Giustizia, della Transizione ecologica, della Cultura, dell'Economia e delle Finanze, dell'Agenzia delle Entrate, delle Regioni e dei Comuni. La condivisione delle informazioni sarà fatta solo 1 anno dopo l'entrata in vigore di queste convenzioni.

Ogni mese, Comuni, parchi, soprintendenze e demanio comunicano alla prefettura gli abusi edilizi, e a ogni violazione dovrebbe corrispondere una sanzione sia per il proprietario sia per l'esecutore dei lavori. A rischio anche l'acquirente, così come i tecnici (sia privati che comunali), i professionisti (compresi i notai) e gli amministratori pubblici.

Disponibilità dei dati e modalità di accesso alla Banca dati

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Le informazioni confluite nella banca sono rese disponibili alle amministrazioni statali, regionali e comunali, agli uffici giudiziari, agli enti e agli organi a qualunque titolo competenti in materia di abusivismo edilizio che concorrono all'alimentazione della medesima banca dati, nonchè all'Anci. L'accesso alla banca avviene tramite Sistema pubblico per l'identità digitale (SPID), per tutti i soggetti che debbano accedere ai servizi fruibili tramite l'interfaccia utente messa a disposizione dalla banca.

Nella banca dati saranno censiti i manufatti abusivi presenti sul territorio nazionale e le relative informazioni potranno essere consultate dalle amministrazioni pubbliche competenti in materia di abusivismo edilizio. Il sistema consentirà di agevolare la programmazione e il monitoraggio degli interventi di demolizione delle opere abusive da parte dei Comuni.

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Foto: 123rf.com
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