L'intervento della presidente facente funzioni del Consiglio nazionale forense, Maria Masi, dopo la seduta plenaria straordinaria per la valutazione degli emendamenti al disegno di legge delega di riforma della giustizia civile
aula tribunale con sfondo legge uguale per tutti

Riforma giustizia civile, disattese aspettative dell'avvocatura

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Sono state disattese «le aspettative legittime dell'avvocatura, maturate anche nel corso delle interlocuzioni con il ministero della Giustizia e con la Commissione Luiso». Con queste parole è lapidaria a presidente facente funzioni del Consiglio nazionale forense Maria Masi, al termine di una seduta plenaria straordinaria per la valutazione degli emendamenti al disegno di legge delega sulla riforma del processo civile depositato in Commissione giustizia del Senato, come riporta il sito ufficiale del Consiglio. «La riforma - ha aggiunto - della giustizia civile delineata dai maxi emendamenti governativi rischia di disattendere gli obiettivi indicati dall'Onu nell'Agenda 2030 con la garanzia di accesso alla giustizia per tutti».

Riforma giustizia civile, maggiori oneri per le parti

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Nel ripercorrere le interlocuzioni, Masi ricorda che più volte, in questi mesi, il Cnf ha sottolineato la necessità di una riforma della giustizia non poteva limitarsi a modificare le «norme di rito soprattutto se non in grado di garantire migliore e maggiore efficienza al processo. È inaccettabile - afferma Masi - una riduzione dei tempi del processo se va a danno delle garanzie di difesa e del potere dispositivo delle parti, configurando regimi di preclusioni, sanzioni e filtri che non possono trovare giustificazione alcuna soprattutto se proposti in un'ottica di miglioramento». Dunque, si tratterebbe di maggiori oneri per le parti, nonché per gli avvocati, che sarebbero esposti a «non trascurabili ipotesi di responsabilità professionale, si rende complesso e difficile l'accesso alla giustizia, quasi fosse da considerarsi 'punitivo' il ricorso al giudice e alla giustizia. Di contro non si prevedono particolari prescrizioni per i magistrati soprattutto in riferimento ai tempi e alle modalità dei provvedimenti».

Riforma giustizia civile, rischio di visione poco realistica

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Nonostante questi, negli emendamenti presentati ci sono proposte che «l'avvocatura istituzionale e associativa hanno avuto cura di segnalare e proporre, a dimostrazione che un approccio diverso era ed è possibile se la priorità è il diritto dei cittadini, ma il rischio è che siano fagocitati o peggio sacrificati in nome di una visione poco realistica» evidenzia ancora la presidente.

Il Cnf si dice pronto a riportare, al Congresso nazionale dell'avvocatura, che si svolgerà a Roma il 23 e 24 luglio, sulle riforme del processo penale e civile «i principi che sono alla base della proposta del Cnf per il Recovery plan - ossia - la coniugazione delle esigenze di efficienza e rapidità con quelle, di pari rilievo, delle reali garanzie e della libera accessibilità alla giustizia per tutti».

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