Dopo che la riforma 2012 aveva cancellato qualsiasi cenno a tale figura nel codice civile, il decreto agosto torna a nominare il presidente
sedie disposte a cerchio per riunione

Cosa fa il presidente di assemblea condominiale

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Il presidente di assemblea condominiale è una figura che svolge delle funzioni fondamentali per il corretto svolgimento delle riunioni, prima tra tutte quella di garantire che tutti i partecipanti possano intervenire e far verbalizzare le proprie osservazioni.

Nonostante ciò, nessuna norma del codice civile prevede espressamente l'obbligo di nominarlo.

Il presidente di assemblea condominiale dopo la riforma 2012

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Prima della riforma del 2012, tuttavia, l'articolo 67 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile, con riferimento all'intervento dei condomini in assemblea, stabiliva che "Qualora un piano o porzione di piano dell'edificio appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nella assemblea, che è designato dai comproprietari interessati; in mancanza provvede per sorteggio il presidente".

Per tale ragione, si riteneva che tale figura fosse obbligatoria.

Oggi, sul punto, l'articolo 67 si limita invece ad affermare che "Qualora un'unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell'assemblea, che è designato dai comproprietari interessati a norma dell'articolo 1106 del codice".

Essendo sparito ogni cenno al presidente, si è avvalorata la tesi della facoltatività della nomina di tale soggetto. Almeno sino alle ultime riforme.

L'intervento del decreto agosto del 2020

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Il decreto agosto 2020, infatti, ha modificato l'articolo 66 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile, introducendo nel corpo di tale disposizione la previsione in forza della quale "Anche ove non espressamente previsto dal regolamento condominiale, previo consenso della maggioranza dei condòmini, la partecipazione all'assemblea può avvenire in modalità di videoconferenza. In tal caso, il verbale, redatto dal segretario e sottoscritto dal presidente, è trasmesso all'amministratore e a tutti i condòmini con le medesime formalità previste per la convocazione".

Il presidente di assemblea torna obbligatorio

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Oggi, pertanto, la nomina del presidente di assemblea è tornata obbligatoria, almeno nelle riunioni condominiali che si svolgono in videoconferenza. È a tale figura, infatti, che la legge affida l'onere di sottoscrivere il verbale prima di trasmetterlo all'amministratore e a tutti i condomini, con la conseguenza che non potrebbe ipotizzarsi una riunione telematica svolta senza la sua presenza.

Dopo un breve addio, durato meno di un decennio, il presidente, quindi, torna un punto di riferimento fondamentale per il condominio, perlomeno in certe ipotesi. In assenza di una specifica previsione, la sua nomina va fatta a maggioranza dei presenti.

Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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Foto: 123rf.com
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