Lo statuto dei diritti del contribuente è un testo normativo che pone delle tutele in favore dei contribuenti nei confronti del fisco
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Cos'è lo statuto dei diritti del contribuente

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Lo statuto dei diritti del contribuente è una legge ordinaria, la numero 212 del 2000, emanata con il fine di orientare i contribuenti nella vasta e dispersiva normativa tributaria.

A tal fine, il testo rappresenta una sorta di guida nell'interpretazione di tutta la normativa tributaria.

I principi dettati dallo statuto del contribuente

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Lo statuto dei diritti del contribuente si fonda su alcuni principi fondamentali, tra i quali possiamo citare i cinque principali:

  • irretroattività;
  • perentorietà dei termini;
  • no taxation without representation;
  • limitazione dell'onere della prova;
  • correttezza e buona fede.

Analizziamoli nel dettaglio.

Principio di irretroattività

In base al principio di irretroattività, ogni norma tributaria non dispone che per l'avvenire e, quindi, i suoi effetti si manifestano esclusivamente a partire dalla sua approvazione e pubblicazione.

Principio della perentorietà dei termini

Il principio di perentorietà dei termini impone che i termini per la notifica, la prescrizione e la produzione di documenti debbano essere perentori a pena di nullità.

Principio no taxation without representation

Il principio no taxation without representation fa sì che i tributi esistenti non possono essere estesi per decreto. A tal fine è necessaria una votazione parlamentare, che è requisito imprescindibile anche per l'imposizione di nuovi tributi.

Principio di limitazione dell'onere della prova

In forza del principio di limitazione dell'onere della prova, ogni norma che impone al contribuente di tenere prova dei pagamenti nei confronti del fisco per più di dieci anni deve reputarsi nulla. Inoltre, l'amministrazione tributaria non può chiedere al cittadino di produrre documenti o informazioni già in possesso della pubblica amministrazione, mentre per la produzione degli altri documenti deve concedere almeno trenta giorni di tempo.

Principio di correttezza e buona fede

Infine, il principio di correttezza e buona fede trova estrinsecazione sia nell'articolo 10, che ha per oggetto specifico la tutela dell'affidamento e della buona fede del contribuente, sia in altre norme, quali l'articolo 2 sulla chiarezza e sulla trasparenza delle disposizioni tributarie, l'articolo 5 sulle informazioni del contribuente, l'articolo 6 sulla conoscenza e sulla semplificazione degli atti, l'articolo 7 sulla chiarezza e sulla motivazione degli stessi e così via.

Altri diritti del contribuente

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Oltre a quelli frutto dei predetti principi, possiamo citare altri diritti che lo statuto riconosce in capo al contribuente.

Diritto d'interpello

Primo tra tutti il diritto d'interpello, che dà ai contribuenti la possibilità di interpellare il fisco al fine di ottenere risposta circa l'applicazione di disposizioni tributarie incerte, la sussistenza delle condizioni e la valutazione di idoneità degli elementi di prova richiesti per l'adozione di specifici regimi fiscali e l'applicazione della disciplina sull'abuso del diritto.

Accessi, ispezioni e verifiche

Inoltre, con riferimento alle verifiche fiscali, lo statuto dei diritti del contribuente impone che gli accessi, le ispezioni e le verifiche fiscali nei locali destinati all'esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali si svolgano:

  • se vi sono esigenze effettive di indagine e controllo sul luogo;
  • durante l'orario ordinario di esercizio delle attività;
  • in maniera tale da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività;
  • con una permanenza degli operatori del fisco di massimo trenta giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori trenta giorni se l'indagine è particolarmente complessa.

Al termine della verifica fiscale, il contribuente ha diritto di ricevere una copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, così da poter presentare osservazioni e richieste entro sessanta giorni.

Garante del contribuente

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Tra le previsioni dello statuto si segnala anche l'istituzione del garante del contribuente.

Si tratta di un organo al quale è affidato il compito di vigilare sull'attuazione delle regole e dei principi dello statuto e di garantirne l'applicazione. È istituito presso ogni direzione regionale dell'Agenzia delle entrate e opera in piena autonomia e indipendenza funzionale.

Il garante è un organo monocratico, nominato dalla commissione tributaria regionale, per una durata pari a quattro anni, scegliendolo tra:

  • i magistrati, i professori universitari di materie giuridiche ed economiche e i notai, a riposo o in attività;
  • gli avvocati, i dottori commercialisti e i ragionieri a riposo, indicati dai rispettivi ordini professionali.

L'incarico può essere rinnovato.

Operativamente, il garante si rivolge agli uffici competenti per richiedere documenti o chiarimenti, anche sulla base di segnalazioni dei contribuenti.

Sempre a tutela dei contribuenti, e per il miglioramento dell'erogazione dei servizi, può rivolgere raccomandazioni ai dirigenti degli uffici fiscali.

Valeria Zeppilli
Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com

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Foto: 123rf.com
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