Responsabilità medica: i criteri di giudizio
Avv. Valeria Zeppilli |

Responsabilità medica: i criteri di giudizio

Con una recente sentenza, la Corte di cassazione ha delineato i criteri fondamentali che i giudici devono seguire nel valutare la colpa dei medici

Come va giudicata la responsabilità medica

In tema di responsabilità medica, i giudici chiamati a valutare l'operato di un'esercente la professione sanitaria devono seguire dei criteri ben precisi, delineati dalla giurisprudenza più recente e da ultimo ribaditi nella sentenza n. 35058/2020 qui sotto allegata.

Si tratta di un passaggio valutativo fondamentale che, se omesso, rende la pronuncia passibile di riforma in sede di impugnazione (come avvenuto nel caso di specie).

I criteri di giudizio della colpa del sanitario

In particolare, il giudice chiamato a giudicare la condotta di un sanitario deve:

  • indicare se il caso concreto è o meno regolato da linee guida o, in subordine, da buone pratiche clinico-assistenziali;
  • valutare la sussistenza del nesso di causalità tenendo conto del comportamento salvifico indicato dalle linee guida o dalle buone pratiche;
  • specificare se la colpa del sanitario è generica o specifica e se è una colpa per imperizia, per negligenza o per imprudenza;
  • verificare se e in che misura la condotta del medico si è discostata dalle linee guida o dalle buone pratiche clinico-assistenziali.

Per la Corte di cassazione, non è invece ammissibile un giudizio che affronti la tematica delle linee guida e delle buone pratiche in maniera generica e confusa.

Come svolgere il giudizio controfattuale

Nella sentenza n. 35058, i giudici di legittimità hanno anche puntualmente ribadito i principi che governano l'accertamento del nesso causale in materia di responsabilità medica, sottolineando il ruolo di primo piano rivestito dal giudizio controfattuale, che, come ricorda la Corte, "deve essere svolto dal giudice in riferimento alla specifica attività che era specificamente richiesta al sanitario e che si assume idonea, se realizzata, a scongiurare o ritardare l'evento lesivo, come in concreto verificatosi, con alto grado di probabilità razionale".

L'evoluzione della malattia

A tale ultimo proposito, i giudici hanno posto in particolare rilievo l'importanza dell'accertamento del momento iniziale e della successiva evoluzione della malattia: solo in tal modo, infatti, è possibile verificare se, ipotizzando come realizzata la condotta dovuta ma omessa dal sanitario, l'evento lesivo sarebbe stato evitato o differito.



Avv. Valeria Zeppilli

Avv. Valeria Zeppilli

Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi – Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università “G. D'Annunzio” di Chieti – Pescara.


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