P.A.: arriva il fascicolo digitale per gli statali
Gabriella Lax |

P.A.: arriva il fascicolo digitale per gli statali

È il ministro Dadone a spiegarne il senso, nell'audizione alla commissione lavoro della Camera sul Recovery Fund

Ecco il fascicolo digitale per gli statali

Sono tante le novità che puntano all'efficientamento ed alla trasformazione organizzativa della pubblica amministrazione grazie anche al Recovery Fund. A fare il punto, nel corso di un'audizione alla commissione lavoro della Camera, è il ministro al ramo Fabiana Dadone. Ci sarà un fascicolo digitale per ogni statale che contiene competenze e formazione svolta dal dipendente stesso. Le informazioni saranno contenute in una banca dati «unica e condivisa tra tutte la pubblica amministrazione» in modo da programmare i fabbisogni di personale e a favorire la mobilità per colmare le carenze di organico.

P.A.: la gestione delle risorse umane

Situazione particolare per i dirigenti: per loro nascerà un applicativo gestionale di supporto per la gestione delle risorse umane, la programmazione, il coordinamento delle attività e l'adempimento degli obblighi normativi. Il cosiddetto "cruscotto del dirigente" che potrà essere utilizzato presso tutte le amministrazioni come veicolo per rendere omogeneo il lavoro in modalità agile. Infine, è prevista la figura del disability manager con l'obiettivo dell'integrazione e l'inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

P.A.: poli territoriali avanzati e coworking

Nel corso dell'audizione, il ministro ha confermato la nascita di 150 "Poli territoriali avanzati" ossia le strutture da suddividere tra le Regioni che diventeranno centri concorsuali decentrati e che, come ha chiarito la Dadone, saranno «dotati della necessaria infrastruttura tecnologica e della conseguente dotazione informatica volta a consentire lo svolgimento delle procedure di selezione interamente in forma digitale».

Ma non soltanto, si tratterebbe di un investimento multifunzionale.

L'idea del ministro è quella di utilizzarli come poli «per il lavoro agile, il coworking e la formazione». Quindi i Poli avrebbero più funzioni, innanzitutto «strutture concorsuali decentrate – ma anche - spazi condivisi di lavoro per le amministrazioni pubbliche per favorire il lavoro flessibile in tutte le sue forme, hub per l'innovazione e la modernizzazione della P.a – nell'ottica di "coworking " e di "hub-and-spoke"».



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