La querela per stalking è regolata in maniera particolare, non potendo essere revocata in caso di minacce gravi o aggravate reiterate
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La querela per stalking

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Il delitto di stalking, come regola generale, è punito a querela della persona offesa. Fanno eccezione i casi in cui il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità o è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio: in tali ipotesi è prevista la procedibilità d'ufficio.

La disciplina della querela per stalking, tuttavia, soggiace a regole particolari.

Innanzitutto, essa può essere proposta nel termine di sei mesi (e non entro gli ordinari tre mesi); in secondo luogo, la remissione della querela può essere solo processuale; infine, in alcuni casi la querela è irrevocabile.

L'articolo 612-bis c.p., infatti, nel disciplinare gli atti persecutori sancisce che "La querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui all'articolo 612, secondo comma".

Irrevocabilità della querela e minaccia grave

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A tale ultimo proposito, la Corte di cassazione, con la sentenza n. 28713 del 21 giugno 2018, ha chiarito che il rinvio operato dall'articolo 612 bis al secondo comma dell'articolo 612 "deve intendersi "pieno" e quindi si riferisce a tutti i casi di minaccia grave, purché accompagnata dall'ulteriore requisito della reiterazione".

Querela per stalking e procedibilità delle minacce gravi

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Circa l'esatta portata della disciplina dell'irrevocabilità della querela per stalking è utile ricordare anche la più recente pronuncia numero 5092 del 6 febbraio 2020, con la quale la quinta sezione penale della Corte di cassazione ha precisato che "La querela presentata per il reato di atti persecutori è irrevocabile laddove la condotta sia stata realizzata con minacce reiterate e gravi; quando la condotta sia realizza mediante minacce gravi e reiterate, non spiega alcun effetto sulla regola di irrevocabilità della querela la modifica del regime di procedibilità del delitto di minaccia grave introdotta dal d.lgs. n. 36/2018".

Stalking: cosa significa remissione processuale

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Infine, è utile ricordare un ulteriore passaggio della sentenza n. 5092/2020 appena citata, che ha anche avuto modo di chiarire che è "idonea ad estinguere il reato di atti persecutori non solo la remissione di querela ricevuta dall'autorità giudiziaria ma anche quella effettuata davanti ad un ufficiale di polizia giudiziaria, atteso che l'art. 612 - bis c.p., comma 4, facendo riferimento alla remissione "processuale", evoca puntualmente la disciplina risultante dal combinato disposto dall'art. 152 c.p. e art. 340 c.p.p., che prevede appunto la possibilità effettuare la remissione anche con tali modalità".

Vedi anche:
- Guida sul reato di stalking
- Articoli sullo stalking
Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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