Il Pd propone la Covid tax, un contributo di solidarietà da calcolare in misura percentuale e crescente sui redditi che superano gli 80.000 euro
uomo che guarda il proprio reddito a fini fiscali

di Annamaria Villafrate - Gran bagarre attorno alla proposta del Pd d'introdurre con un emendamento (sotto allegato) al Cura Italia il contributo di solidarietà o Covid tax sui redditi che superano gli 80.000 euro annui. L'obiettivo è quello di recuperare liquidità, viste le incertezze e le lungaggini sugli aiuti europei e la situazione emergenziale che non riguarda più solo la salute degli italiani, ma anche la capacità di procurarsi i beni di prima necessità. Vediamo in cosa consiste la proposta e cosa ne pensano i vari leader di partito.

Covid Tax: in cosa consiste

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Sta sollevando un gran polverone l'emendamento al Decreto Cura Italia elaborato dal Pd che vuole introdurre la Covid tax o più semplicemente contributo o tassa di solidarietà sui redditi superiori agli 80.000 euro annui. Si tratta di una tassa progressiva, deducibile dal reddito complessivo, la cui percentuale sale al salire del reddito. Queste le percentuali previste in base ai redditi percepiti:

  • 4% su redditi superiori agli 80.000 euro;
  • 5% su redditi superiori ai 100.000 euro;
  • 6% su redditi superiori ai 300.000 euro;
  • 7% su redditi superiori ai 500.000 euro;
  • 8% su redditi superiori al 1.000.000 di euro.

In base alle stime la proposta graverebbe su 803.741 contribuenti, ma nel corso del 2020 riuscirebbe a garantire entrate per 513 mila euro, mentre sia nel 2021 che nel 2022 gli introiti ammonterebbero a 1.252.000. La proposta infatti prevede l'applicazione delle aliquote a partire dal primo gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2022.

Una misura temporanea che il Pd ha pensato di mettere in campo per fronteggiare la situazione emergenziale sanitaria ed economica. Obiettivo primario quello di recuperare liquidità e aiutare i soggetti in difficoltà, i giovani autonomi e coloro che si trovano in una condizione di povertà.

La ratio: chi ha maggiori possibilità deve fare la sua parte

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Sulla Covid tax o più semplicemente "contributo di solidarietà" convergono Del Rio e il capogruppo Dem in Commissione Bilancio Fabio Melilli, convinti che in un momento emergenziale come questo, chi guadagna di più e ha maggiori possibilità economiche deve fare la sua parte. Rifiuta ogni accusa di voler introdurre una patrimoniale, anche perché si tratta di un tributo che va a colpire i redditi più elevati.

Le critiche

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Tutti compatti contro la Covid Tax i principali esponenti di partito. Renzi e i membri di Italia Viva pensano sia "una follia" introdurre una nuova tassa in un momento in cui la liquidità scarseggia e accusano il Pd di essere il partito delle tasse. Il M5S, attraverso Vito Crimi, lanciano la loro controproposta, ossia un taglio degli stipendi, come fanno da tempo i pentastellati. Per loro in questo momento non si possono chiedere ulteriori sacrifici agli italiani. Più colorite le affermazioni di Matteo Salvini che in post Facebook definisce "matti" i membri del Pd, promettendo di fermarli. Contrario alla patrimoniale anche Berlusconi, che di contro propone la flat tax, per diminuire in modo generalizzato la pressione fiscale.

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(14/04/2020 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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