Aggiornata la guida online dell'Inail sul Fondo per le vittime dell'amianto in cui l'istituto spiega come ottenere le prestazioni in favore dei soggetti colpiti e dei loro eredi
cartello di pericolo amianto

di Redazione - E' online l'edizione aggiornata della guida Inail dedicata al Fondo per le vittime dell'amianto, in cui l'istituto spiega quali sono le prestazioni in favore dei soggetti colpiti da patologie correlato all'asbesto e dei loro superstiti e le modalità di funzionamento del fondo stesso.

Fondo per le vittime dell'amianto

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Il fondo è stato istituito nel 2008 per garantire una prestazione aggiuntiva ai lavoratori che percepiscono una rendita per malattie asbesto-correlate o, in caso di morte, ai loro eredi. Per il triennio 2018-2020 il fondo dispone di una dotazione pari a 49 milioni di euro all'anno (di cui 27 a carico dell'istituto).

A chi spettano i benefici

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A partire dal 2015, i benefici del fondo, ricorda l'Inail, sono stati estesi anche ai malati di mesotelioma non professionale, per esposizione familiare o ambientale, e ai loro superstiti, attraverso l'erogazione di una prestazione assistenziale una tantum pari a 5.600 euro.

Nel periodo compreso tra il 2008 e il 2018, i beneficiari della prestazione aggiuntiva, tra titolari di rendita per malattia professionale asbesto-correlata e superstiti sono aumentati di oltre il 40%, passando da 14.089 a 19.781. In particolare, a fronte della graduale riduzione dei tecnopatici, negli ultimi anni è aumentato sensibilmente il numero dei superstiti destinatari del contributo, che sono passati dagli 8.111 del 2008 ai 14.141 del 2018.

La prestazione

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La prestazione aggiuntiva prevista per ogni anno è liquidata d'ufficio dall'Inail, tramite due acconti e un conguaglio.

Invece la prestazione una tantum di 5.600 euro riservata ai malati di mesotelioma non professionale è erogata su istanza dell'interessato o dei suoi eredi.

La domanda

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La domanda per ottenere la prestazione deve contenere l'indicazione dei periodi di residenza in Italia e la documentazione sanitaria con l'indicazione dell'epoca della prima diagnosi, al fine di consentire la valutazione della compatibilità dei periodi di esposizione alle fibre di amianto con l'insorgenza della patologia.

Se la domanda è presentata dagli eredi, la prestazione va richiesta entro 90 giorni dalla data del decesso.

I moduli necessari sono reperibili sul sto Inail.

Il ruolo dell'Inail nella lotta all'amianto

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Il ruolo dell'Inail nella lotta all'amianto, fa sapere l'istituto, va aldilà delle prestazioni erogate attraverso il fondo e comprende anche la gestione delle problematiche negli ambiti della prevenzione, l'accertamento dell'esposizione qualificata, il sostegno economico ai piani di bonifica delle imprese e il controllo della situazione delle discariche, con politiche strategiche strutturali a breve, medio e lungo termine, ivi compresa la costante attività di ricerca scientifica. Non solo. A ciò si aggiunge la sorveglianza epidemiologica degli effetti sulla salute dell'esposizione a fibre aerodisperse di amianto, attraverso il Registro nazionale dei mesoteliomi (Renam), istituito presso il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) e articolato in un network territoriale costituito dai centri operativi regionali (Cor).

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(03/02/2020 - Redazione) Foto: 123rf.com
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