Sei in: Home » Articoli

Radio Maria ad alto volume: è molestia?

Condividi
Seguici

Approda in tribunale a Novara la vicenda dei coniugi di Divognano accusati dal vicino di casa 62enne di molestie per vari comportamenti tra cui il sintonizzarsi su Radio Maria a volume massimo
uomo e donna su recinto spiano vicini di casa

di Gabriella Lax - C'è anche l'ascolto di Radio Maria a tutto volume tra i comportamenti messi in atto da due coniugi di Divognano, nel Novarese, per indispettire il vicino. Il 62enne, dopo aver sopportato per due anni, si è rivolto ai giudici.

La vicenda di Divognano

Sono accusati di molestie, marito e moglie, e lui anche di minacce, ai danni di un pensionato vicino di casa. La singolare vicenda, per i termini in cui si è dipanata, è stata riportata da La Stampa. Secondo il racconto della vittima, tra i comportamenti più insoliti utilizzati dai coniugi sessantenni anche quello di sintonizzarsi su Radio Maria e alzare il volume al massimo.

I comportamenti molesti

Non solo però un susseguirsi di cori, e di "Ave Maria" e "Padre Nostro", direttamente da "Radio Maria", ma anche una serie di comportamenti tutt'altro che ortodossi come: suonate di campanello negli orari più strani, lancio di oggetti pesanti atti a fare rumore, fari puntati sull'abitazione, inseguimenti, una sorta di persecuzione dunque contro il vicino. Fino ad arrivare alle vere e proprie minacce verbali, frasi come "ti sparo, prima o poi".

Il reato di molestie

Il reato di molestie ex art. 660 c.p., si ricorda, punisce "chiunque in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo" con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a 516 euro. La norma tutela l'ordine pubblico, inteso come pubblica tranquillità (cfr., ex multis, Cass. n. 22055/2013) ed è integrato da qualsiasi condotta oggettivamente idonea a molestare e disturbare terze persone, interferendo nell'altrui vita privata e relazionale (cfr. Cass. n. 8198/2006). privato nei riguardi di chi si trovi in un luogo pubblico o aperto al pubblico" (Cass. n. 11524/1986). Quanto all'elemento soggettivo, basta la coscienza e volontà della condotta, accompagnata dalla consapevolezza della molestia o disturbo, senza valida ragione, arrecata al soggetto che la subisce, rimanendo irrilevanti gli intenti perseguiti dall'agente (cfr. Cass. n 19071/2004, Trib. Trento n. 863/2011).

Per approfondimenti Il reato di molestie

Il caso approda in tribunale

Adesso la vicenda approda in tribunale a Novara. E, in questo caso e senza ombra di dubbio, sarà il giudice a vagliare il tutto ed a stabilire come sono andati i fatti. Certo è che "Radio Maria", che nel tempo di record (di ascolto e non solo) ne ha collezionati, può aggiungere un nuovo primato.

(11/01/2020 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Taser a tutte le forze dell'ordine
» Stop chiamate call center anche sui cellulari

Newsletter f t in Rss