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Copyright significato

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Cosa significa copyright, le differenze con il diritto d'autore e i diritti di utilizzazione economica dell'opera. Rapporti con le licenze Creative Commons
copyright scritto con gesso
Avv. Marco Sicolo - Il termine copyright indica quell'insieme di diritti che fanno capo all'autore di un'opera, permettendogli di utilizzare economicamente la propria creazione attraverso la sua riproduzione, distribuzione e diffusione.

Copyright: cos'è e cosa significa

Il concetto di copyright è proprio della cultura anglosassone, essendosi diffuso nel corso dei secoli dapprima in Gran Bretagna e poi negli Stati Uniti. Tali Paesi hanno dato al copyright un significato prettamente economico, adottando, in merito, una compiuta e dettagliata disciplina normativa.

Si tratta, pertanto, di una nozione che attiene principalmente agli aspetti economici legati all'utilizzazione di un'opera dell'ingegno.

Differenza tra copyright e diritto d'autore

Affine, ma differente, rispetto al copyright è il diritto d'autore, che invece è un istituto proprio della tradizione normativa italiana e di alcuni altri Paesi europei.

Quest'ultimo mira a tutelare innanzitutto l'aspetto morale della paternità dell'opera (artistica, letteraria, cinematografica etc.), sorgendo sin dal momento della sua creazione.

Ciò non toglie che, anche nell'ordinamento italiano, assumono grande rilevanza anche i diritti di utilizzazione economica dell'opera e i c.d. diritti connessi (cioè quelli spettanti a soggetti diversi dall'autore, come ad esempio l'interprete di un brano musicale).

In linea di massima, si può evidenziare che il diritto d'autore, inteso quale diritto morale di paternità dell'opera, è inalienabile, mentre il copyright può invece essere ceduto.

Nella sostanza, ognuno dei due istituti impedisce la riproduzione, diffusione e distribuzione abusiva di un'opera da parte di soggetti non autorizzati.

Il copyright dalle origini ai giorni nostri

Storicamente, e in senso strettamente letterale, il termine copyright nasce in ambito letterario per identificare il diritto di copia di un'opera da parte degli editori. Inteso in questo senso, il copyright identificava, quindi, quella particolare prerogativa finalizzata alla diffusione di un'opera da parte di soggetti che, generalmente, erano economicamente più facoltosi rispetto all'autore.

Questa dinamica delle procedure di stampa e distribuzione delle opere, originatasi agli albori della tipografia nel medioevo, si è protratta senza significative variazioni fino al secolo scorso, ma oggi deve fare i conti con le nuove possibilità assicurate dalle moderne tecnologie.

Al giorno d'oggi, infatti, anche il singolo autore può facilmente far conoscere le proprie opere a un pubblico di vaste dimensioni, senza il tramite di un editore: si pensi allo sterminato insieme di testi, fotografie, video e altre forme di espressione liberamente pubblicabili su internet.

Proprio tale circostanza ha portato, negli ultimi anni, alla creazione di una serie di speciali protocolli, oggi diffusamente riconosciuti, che aiutano a individuare e disciplinare il diritto di copia in relazione a ciascuna opera.

Istituti alternativi al copyright: licenze Creative Commons e copyleft

A questo proposito, è da ricordare la crescente diffusione, soprattutto in ambito telematico, delle c.d. licenze Creative Commons, in presenza delle quali chiunque è autorizzato a utilizzare (eventualmente con determinati limiti) le opere di un autore terzo.

In particolare, si può trattare di una licenza che da un lato riserva all'autore solo determinate prerogative, come ad esempio la possibilità di modificare l'opera, e dall'altro rende liberamente praticabile ogni altro uso da parte dei terzi, come la possibilità di sfruttare un'opera per scopi commerciali (si pensi ad esempio ad una foto, un'immagine, etc.).

Si parla in questi casi di clausola "alcuni diritti riservati" (in contrapposizione alla formula "tutti i diritti riservati", tipica del regime di copyright).

Quando, invece, l'autore desidera rendere completamente fruibile la sua opera da parte di chiunque altro, si è in presenza di un'opera di pubblico dominio. In questo caso, si usa parlare anche di copyleft, un termine coniato in contrapposizione anche letterale rispetto alla parola copyright.


Per ulteriori approfondimenti, vedi anche la nostra guida sul copyright

(10/01/2020 - Marco Sicolo) Foto: 123rf.com
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