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Credito d'imposta: come funziona per chi accetta carte e bancomat

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Come funziona il credito d'imposta previsto dall'art. 22 del decreto fiscale per incoraggiare i pagamenti elettronici e far emergere il "nero"
carta di credito in mano

di Annamaria Villafrate - Il decreto fiscale n. 124/2019 in Gazzetta dal 26 ottobre prevede il credito d'imposta del 30% per gli esercenti di attività d'impresa di piccole e medie dimensioni delle commissioni addebitate per le transazioni il cui pagamento verrà effettuato con carte di credito, di debito o prepagate. Una misura suggerita dall'Abi e dalla Confesercenti dopo il successo riscosso tra i gestori delle pompe di benzina, per stimolare i sistemi di pagamento tracciabili e far emergere il nero.

  1. Credito d'imposta commissioni pagamenti elettronici
  2. Come funzionerà il credito d'imposta?
  3. Credito d'imposta per far emergere il nero

Credito d'imposta commissioni pagamenti elettronici

Il decreto fiscale n. 124 del 26 ottobre 2019 all'art. 22 prevede il credito d'imposta sulle commissioni dei pagamenti elettronici per gli esercenti attività d'impresa di piccole e medie dimensioni i cui ricavi e compensi relativi all'anno d'imposta precedente non superino i 400.000 euro. La norma dispone per questi soggetti un credito di imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate "dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2020."

Come funzionerà il credito d'imposta?

Come previsto dal comma 4 della norma il credito d'imposta sarà utilizzabile solo in compensazione a partire dal mese successivo a quello in cui si sosterrà la spesa e dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui il credito matura e in quelle dei periodi d'imposta successivi fino a quello in cui si concluderà l'utilizzo.

Il credito non concorre "alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive" e non rileverà ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, comma 5 del testo unico delle imposte sui redditi.

Per poterne beneficiare gli esercenti che metteranno a disposizione i sistemi di pagamento elettronico dovranno trasmettere telematicamente all'Agenzia delle entrate le informazioni necessarie per verificare se gli spetterà o meno il credito d'imposta. Al Direttore dell'Agenzia delle Entrate il compito di emettere un provvedimento, entro 60 giorni dalla entrata in vigore del decreto fiscale, contenete le modalità e il contenuto delle suddette comunicazioni.

Credito d'imposta per far emergere il nero

Il credito d'imposta previsto per gli esercenti che accetteranno le carte di credito e i bancomat è stato introdotto dal decreto fiscale per fare in modo che i destinatari della misura, attratti dal beneficio fiscale, siano più stimolati a incoraggiare il ricorso a strumenti di pagamento elettronico da parte dei consumatori finali. La misura, dopo le iniziali difficoltà del Governo nel trovare una soluzione ai costi delle commissioni bancarie, è stata introdotto dietro suggerimento dell'Abi e della Confesercenti, visto che il credito d'imposta ha riscosso successo tra i gestori dei distributori di carburante.

Obiettivo finale del credito d'imposta, in linea con altre misure del decreto fiscale, l'emersione del nero, grazie alla tracciabilità dei pagamenti elettronici, che nel primo anno di applicazione, dovrebbero aumentare del 20%.

Leggi anche Decreto fiscale 2020: i punti chiave

(31/10/2019 - Annamaria Villafrate)
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