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Il caso Lyoness e il divieto dei sistemi piramidali

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Analisi e commento del celebre caso di marketing piramidale sanzionato dall'Antitrust. Il caso Lyoness, il sistema piramidale e i suoi svantaggi
simbolo euro in cima a piramide

Dott. Carlo Casini - Il "caso Lyoness" trae origine da una decisione dell'Autorità Garante della Concorrenza del Mercato, datata dicembre 2018, con la quale, in sostanza, si dichiarava illegale il sistema di vendita della società Lyoness Italia s.r.l. in quanto costituente "sistema piramidale".

La sanzione comminata per la violazione della suddetta società è stata superiore ai tre milioni di euro.

  1. Il caso Lyoness
  2. L'art. 23 del Codice del Consumo
  3. Cos'è il sistema piramidale
  4. Conclusioni

Il caso Lyoness

Secondo quanto appurato in sede istruttoria, i consumatori nuovi affiliati dovevano versare alla società una quota pari a duemilaquattrocento euro per il loro ingresso nel sistema piramidale o multi-livello, inoltre, successivamente a questo primo versamento era previsto anche un secondo esborso (facoltativo, ma necessario nella prospettiva del sistema di guadagnare) per i c.d. "cloud" il cui valore si aggirava intorno ai millecinquecento euro ciascuno.

Per chiunque possa pensare che il caso sia limitato a pochi "malcapitati" e che sia sporadico ed isolato basti pensare che dalle indagini è emerso che sono oltre un milione i consumatori incappati nel sistema piramidale (secondo alcune fonti addirittura un milione e mezzo, con un fatturato nell'anno 2017 stimato in una cifra superiore ai cinquanta milioni di euro).

Inoltre, venivano censurate dall'Autorità procedente una serie di irregolarità circa la gestione dei reclami, il foro competente e l'esercizio da parte del consumatore del diritto di recesso.

La norma violata dalla società Lyoness Italia s.r.l. trova riscontro in diritto positivo nell'art. 23 co.1, lett. p) del Codice del Consumo che qualifica espressamente il sistema piramidale come pratica commerciale ingannevole in ogni caso, questa norma è subentrata abrogando la disciplina previgente che era costituita dall'art. 5 della legge n. 175 del 2005.

L'art. 23 del Codice del Consumo

Ex art. 23 del Codice del consumo, rubricato "Pratiche commerciali considerate in ogni caso ingannevoli", sono considerate infatti "in ogni caso ingannevoli le seguenti pratiche commerciali: (..omissis..) p) avviare, gestire o promuovere un sistema di promozione a carattere piramidale nel quale il consumatore fornisce un contributo in cambio della possibilità di ricevere un corrispettivo derivante principalmente dall'entrata di altri consumatori nel sistema piuttosto che dalla vendita o dal consumo di prodotti"". La legge mira a tutelare il consumatore da questa pratica commerciale ingannevole e truffaldina con una presunzione assoluta, a tutela di chi interagisce con un sistema piramidale.

Cos'è il sistema piramidale

Il termine "piramidale" deriva dalla struttura con cui viene organizzata la vendita, che prevede un vertice "punta della piramide" che vende un bene o servizio a un certo numero di persone, le quali si onerano di introdurre altre persone nello schema a un livello successivo, con l'obbiettivo di un più vasto allargamento possibile della base della piramide.

Diversamente dal sistema piramidale sopra descritto, lo "schema Ponzi" è un modello economico che ha in comune con quello piramidale la natura illegale, ma che si traduce in una diversa esternazione organizzativa incentrata sul promettere forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi investitori che saranno a loro volta vittima della truffa.

Conclusioni

Assopito ogni dubbio circa la totale illegalità del sistema piramidale e delle sue affini varianti truffaldine, si possono avanzare alcune considerazioni economiche che non necessitano di un dottorato in materie d'economia.

In primis, il marketing piramidale costituisce un sistema non sostenibile, il che significa che ad un certo punto è destinato ad implodere in sé stesso stante la sua mancanza di sostenibilità sociale.

La impossibilità di conseguire un sistema di marketing piramidale sostenibile è data dalla sua caratteristica di arruolare sempre nuovi soggetti che, con il tempo e con il crescere del sistema piramidale, scemano di numero sempre meno fino a scomparire. E il problema si pone, soprattutto per coloro che si trovano già all'interno del sistema poiché sono impossibilitati a conseguire profitto.

E' proprio per le motivazioni di cui sopra, che la legge tutela il consumatore che sia attratto, anche aprioristicamente dall'intento truffaldino del suo creatore, da un sistema piramidale.

Inoltre, è interessante notare come un'analisi su un sistema piramidale tenutosi in Italia (ma non relativo al caso Lyoness) rivela che su un campione di ventitremila soggetti solo ottantaquattro persone avrebbero tratto il profitto promesso, con una percentuale che si attesta allo 0,3%.

Non serve un economista del livello di J.M. Keynes per comprendere che il sistema piramidale non permette di realizzare alcun guadagno significativo ma semmai di conseguire, a ragion veduta, perdite.

D'altronde, lo studio che ha dato vita all'economia sostenibile, ramo dell'economia dello sviluppo, è incentrato sul concetto di sviluppo sostenibile (molto caro anche all'Unione Europea che lo tiene sempre presente nelle sue politiche commerciali ed economiche), che si articola nei tre livelli di sviluppo sociale, economico ed ambientale.

In conclusione, conviene tenersi lontani, almeno in Italia, dagli schemi piramidali (ndr. aprioristicamente dal caso Lyoness, un consiglio orientato su un discorso generale) poiché sono illegali, infruttiferi e insostenibili.

A parere di chi scrive, meritano condivisione e pregio in punto di diritto le notizie in rete (per lo più a firma di associazioni poste a tutela dei consumatori) relative a instaurande azioni giudiziarie volte ad accertare il diritto al rimborso di tutti i consumatori danneggiati dal sistema piramidale riportato in epigrafe. Vedremo poi come eventualmente finiranno le azioni legali di cui sopra, non costituendo automatismo il binomio tra sanzione dell'Autorità amministrativa preposta e diritto al rimborso dei consumatori.

Inoltre, è preoccupante il quadro emerso in sede di indagini, che vede colluse in partnership o collaborazione numerose celebri società attratte dalla prospettiva di guadagno offerta dai sistemi piramidali (solo per loro!).

Dott. Carlo Casini - profilo e articoli
Studio Legale Pontecorvo Via Asiago, 9 - Roma (RO) CAP 00195
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Mail: Vonevil@email.it
(02/07/2019 - DottoreCarlo Casini) Foto: 123rf.com
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