L'attività lavorativa che si svolga nell'ambito della convivenza more uxorio non e' di norma riconducibile ad un rapporto di subordinazione onerosa e quindi assume pieno titolo di gratuità. Nel caso specifico è stato richiesto il compenso e l'inquadramento di legge per una tacita convivenza familiare di fatto riconducibile ad una impresa familiare e non, ad avviso del collegio giudicante ad un rapporto di subordinazione.
LaPrevidenza.it, 11/07/2006
Cassazione Civile, Sezione Lavoro, Sentenza 15.3.2006 n. 5632
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