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Ius soli significato

Cosa significa ius soli, come viene applicato in Italia, quali proposte di riforma sono state presentate e perché si torna a parlarne
bambini

di Annamaria Villafrate - Lo ius soli torna a far parlare. Queste le dichiarazioni del regista Nanni Moretti, ospite nel programma televisivo di Fazio "Che tempo che fa" domenica scorsa: "E' stato molto brutto negli anni scorsi vedere il Partito democratico non fare quella battaglia giusta di civiltà, quella battaglia umana per la riforma di cittadinanza, il cosiddetto Ius soli per dare la cittadinanza a bambini nati in Italia oppure che hanno fatto 5 anni di studi." Tema, quello dello ius soli, su cui la versione definitiva del decreto sicurezza di Salvini sembra mettere una pietra tombale non solo perché non viene trattato, ma anche perché prevede modifiche, che mirano a rendere più lunghe e onerose le pratiche di acquisto della cittadinanza italiana.

  1. Ius soli: significato
  2. Ius soli in Italia
  3. Ius soli: legge
  4. Ius soli: proposte di riforma
  5. Ius soli: proposta di riforma XVII legislatura
  6. Ius soli 2018

Ius soli: significato

Lo ius soli è il principio in base al quale l'acquisto della cittadinanza avviene come conseguenza della nascita sul territorio di un determinato paese, senza che rilevi la cittadinanza dei genitori.

Ius soli in Italia

In Italia il principio base in virtù del quale si acquista la cittadinanza italiana è lo ius sanguinis, secondo il quale è cittadino italiano chi nasce da padre o madre a loro volta cittadini italiani. Lo ius soli è anch'esso contemplato, ma solo in casi particolari, previste e disciplinate dalla legge n. 91/1992: "Nuove norme sulla cittadinanza".

Ius soli: legge

La legge sulla cittadinanza n. 91/1992 contempla lo ius soli, in particolare, alla lettera b) dell'art. 1, secondo cui, è cittadino per nascita anche: "chi é nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono. " L'acquisto della cittadinanza in base al principio dello ius soli è quindi prevista dal nostro ordinamento solo in casi particolari, in cui è presente un'impossibilità per il bambino di averne una perché figlio di apolidi o ignoti o perché le norme del paese di origine, rappresentano un ostacolo all'acquisto della stessa da parte dei genitori.

Ius soli: proposte di riforma

Lo ius soli in Italia è da anni al centro di accessi dibattiti politici e culturali. Nel corso della XII legislatura la discussione sulla cittadinanza e sui criteri di acquisizione inizia a causa del crescente fenomeno migratorio, che da un decennio riguarda l'Italia.

Nella fase iniziale della legislatura, la Commissione affari costituzionali della Camera, in sede referente inizia ad esaminare ben 25 proposte di legge e avvia un'indagine conoscitiva istruttoria, prendendo in considerazione, almeno inizialmente, un'ipotesi di riforma molto ampia.

Il punto focale delle varie proposte di legge presentate consiste fondamentalmente nell'ampliare i casi in cui è possibile attribuire la cittadinanza in base allo ius soli. Alcune puntano a riconoscere la cittadinanza ai minori stranieri nati o entrati in Italia in tenera età e quivi residenti fino al compimento dei 18 anni (ius domicilii), altre invece ne subordinano l'acquisto allo svolgimento regolare di percorsi di istruzione e formazione, anche professionale, presso gli istituti scolastici italiani (ius culturae).

Durante l'istruttoria però, tra tutte le proposte descritte, il campo si restringe a quelle che prevedono l'acquisto della cittadinanza da parte dei minori nati o formati dal punto di vista scolastico o professionale in Italia. Il risultato di questa selezione viene quindi trasfuso in una proposta di riforma, approvata dall'Assemblea della Camera il 13 ottobre 2015, trasmessa al Senato e poi naufragata, a causa dello scioglimento delle Camere.

Ius soli: proposta di riforma XVII legislatura

Come anticipato, durante la XVII legislatura, solo la Camera dei deputati approva una proposta di riforma, incentrata sull'acquisizione della cittadinanza da parte dei minori stranieri in base a una nuova fattispecie di acquisto per nascita (ius soli) e in conseguenza del compimento di un percorso formativo (ius culturae).

Scendendo nel dettaglio, la fattispecie relativa all'acquisto della cittadinanza secondo lo ius soli, prospettata dal testo della riforma, prevede che:

  • chi nasce nel territorio italiano da genitori stranieri, di cui almeno uno titolare del diritto di soggiorno permanente o del permesso di soggiorno UE di lungo periodo (cd. ius soli), acquista la cittadinanza italiana, se un genitore o chi ne esercita la responsabilità dichiara espressamente tale volontà all'ufficiale di stato civile del comune in cui risiede il minore, entro il compimento dei suoi 18 anni. Tale volontà, in assenza di dichiarazione espressa del genitore, può essere esercitata anche dal diretto interessato entro due anni dal compimento della maggiore età, termine entro il quale costui può rinunciare alla cittadinanza italiana acquisita per volontà del genitore, purché in possesso di altra cittadinanza.

Regole diverse per quanto riguarda l'acquisto della cittadinanza per ius culturae:

  • secondo quanto previsto dalla riforma, acquista la cittadinanza italiana (previa dichiarazione espressa del genitore legalmente residente in Italia o di chi ne esercita la responsabilità genitoriale all'ufficiale dello stato civile del comune in cui il minore risiede, entro il compimento dei suoi 18 anni) lo straniero nato in Italia, o che vi è entrato prima dei suoi 12 anni, che frequenta regolarmente, per un periodo minimo di cinque anni, un ciclo di istruzione (compresa quella di istruzione primaria, purché conclusa positivamente) o più cicli di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali per il conseguimento di una qualifica professionale.

Come nel caso precedente, se la richiesta di cittadinanza è stata espressa per volontà del genitore, il titolare vi può rinunciare entro due anni dal compimento della maggiore età, se in possesso di altra cittadinanza, in caso contrario, il diretto interessato può fare richiesta all'ufficiale di stato civile per acquistarla.

Il testo di riforma prevedeva infine un caso di concessione della cittadinanza, o naturalizzazione per lo straniero entrato nel territorio italiano nell'età compresa tra i 12 e i 18 anni, ivi residente da almeno sei anni, che ha frequentato un ciclo scolastico (conseguendone il titolo finale) o un percorso di istruzione e formazione professionale con l'ottenimento di una qualifica professionale.

Ius soli 2018

Ormai alla fine del 2018 si torna a parlare dello ius soli anche perché l'approvazione del decreto sicurezza di Matteo Salvini n. 113/2018 pare mettere una pietra tombale sull'argomento. A giungo di quest'anno qualcuno ricorderà il twit di Salvini rivolto al calciatore Balotelli, che auspicava l'introduzione dello ius soli: "Caro Mario "lo ius soli non è la priorità mia, né degli italiani. Buon lavoro, e divertiti, dietro al pallone."

Le intenzioni estive non sono rimaste lettera morta. Nel testo finale del decreto, in tema d' immigrazione, sono presenti importanti modifiche e integrazioni sul tema della cittadinanza, prima tra tutte, la revoca in caso di condanna definitiva per alcuni delitti gravi, l'innalzamento da due a quattro anni del termine relativo ai procedimenti necessari all'acquisto della cittadinanza e infine l'aumento del contributo richiesto il disbrigo delle relative pratiche.

La cittadinanza italiana

(08/12/2018 - Annamaria Villafrate)

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