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Patente: la sospensione cautelare prevale sul ritiro immediato per ipotesi di reato

La norma che la disciplina ha infatti carattere speciale rispetto alla disposizione generale dell'art. 223 c.d.s.
mano che segna la voce patente di guida

di Valeria Zeppilli - La norma che prevede la sospensione cautelare della patente in caso di accertamento dello stato di ebrezza con un grado alcolico superiore a 1,5 grammi per litro in attesa che il conducente si sottoponga a visita medica (art. 186, comma 9, codice della strada) è una norma speciale rispetto a quella generale di cui all'articolo 223 del codice della strada, che prevede, invece, il ritiro immediato della patente nelle ipotesi di reato per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione o del ritiro del documento di guida.

Di conseguenza, come recentemente ribadito dal Giudice di Pace di Frosinone nella recente sentenza numero 1409/2017 (qui sotto allegata) citando il precedente della Cassazione (numero 21447/2010), la prima norma deve considerarsi prevalente rispetto a quella di carattere generale.

La vicenda

Nel caso di specie è stato pertanto accolto, dinanzi alla contumacia della Prefettura, il ricorso di un automobilista (patrocinato dall'Avv. Roberto Iacovacci) che aveva contestato l'ordinanza ingiunzione conseguente al verbale emesso nei suoi confronti per violazione dell'articolo 186, comma 2, lettera a) del Codice della strada.

Per il ricorrente, tale verbale doveva considerarsi nullo per il fatto che egli non aveva commesso alcuna infrazione, per l'assenza di avviso da parte dell'autorità di farsi assistere da un legale durante la rilevazione del tasso alcolemico, per l'inaffidabilità del relativo accertamento, per la non riferibilità dell'ordinanza ingiunzione al Prefetto e per la circostanza che il leggero tasso alcolemico riscontrato sulla sua persona fosse in realtà riconducibile, oltre che alle modalità concrete di rilevazione, anche all'assunzione di un certo farmaco.

In assenza di difesa della Prefettura (circostanza che non ha permesso di verificare se effettivamente il ricorrente fosse stato avvisato della possibilità di farsi assistere da un avvocato) e posto il principio di carattere generale sopra visto, le doglianze dell'automobilista sono state quindi accolte: la norma applicabile al suo caso, e al quale va ricondotta la sospensione della sua patente. è quella di cui all'articolo 186 del codice della strada.

L'ordinanza ingiuntiva va quindi annullata.


Si ringrazia il Consulente Tecnico Investigativo Giorgio Marcon per la cortese segnalazione

Giudice di Pace di Frosinone testo sentenza numero 1409/2017
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(16/12/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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