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Parchimetri: niente obbligo di taratura

I parchimetri sono assoggettati solo all'omologazione del ministero, che eventualmente va estesa o rinnovata
un parchimetro per parcheggio a pagamento

di Valeria Zeppilli – Nonostante il parchimetro sia uno strumento omologato dal Ministero, al pari, ad esempio, degli autovelox, lo stesso non deve essere sottoposto a taratura periodica.

Infatti, la normativa nulla dice in merito alla taratura ma si limita a prevedere (all'articolo 7 del codice della strada) che i dispositivi di controllo della durata della sosta nei parcheggi su strada pubblica siano sottoposti a omologazione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che viene fatta avendo come riferimento la norma Uni Cei En 12414:2001 (che detta le modalità con le quali è possibile omologare i dispositivi che consentono il ricorso a modalità diverse di pagamento e il rilascio di un'attestazione da esporre all'interno del veicolo, in cui sia visibile l'ora di inizio della sosta).

Parchimetri: omologazione nuova o estesa

Chiaramente, però, il dispositivo deve essere conforme al modello che è stato omologato dal Ministero. Di conseguenza, ogni eventuale modifica alla quale il parchimetro sia assoggettato, a seconda dei casi, deve essere oggetto di una nuova omologazione o deve comportare l'estensione della precedente omologazione.

Ciò fatto, sino a quando non venga accertato, con un'adeguata prova da parte dell'opponente, che il parchimetro riporti dei difetti di costruzione o funzionamento, deve ritenersi operante l'efficacia probatoria dell'apparecchiatura.

Anche quando il parchimetro sia malfunzionante, peraltro, ciò non vuol dire che l'automobilista possa ritenersi automaticamente esentato dal pagamento di quanto dovuto per la sosta, ma prima deve verificare che vi sia un altro strumento nelle vicinanze che permetta comunque l'adempimento dell'obbligo.

Controlli periodici

In ogni caso, per garantire il corretto funzionamento dei parchimetri, generalmente i Comuni li sottopongono a dei controlli periodici di funzionalità. Laddove, nonostante ciò, ci si imbatta in un apparecchio non funzionante, la cosa più giusta da fare è quella di segnalare il problema all'amministrazione, in maniera tale da permettere a questa di porre rimedio.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(10/10/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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