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Il triste scenario dell'abuso sessuale sui minori

Cosa si intende per abuso sessuale e le interpretazioni offerte dalla dottrina medica, psicologica, giuridica e sociale
bambino triste poggiato a un vetro concetto abuso
di Raffaella Feola - Per abuso sessuale si intende il coinvolgimento di un bambino in attività sessuali che non può comprendere in quanto impreparato psicologicamente e per le quali non può prestare il proprio consenso. Tale definizione, però, è soggetta a numerose interpretazioni offerte dalla dottrina medica, psicologica, giuridica e sociale.
Secondo i Centers for Disease Control statunitensi, si deve intendere per violenza sessuale ogni situazione in cui un soggetto costringe un altro ad un rapporto o ad un contatto sessuale.
Tra gli atti da ricondurre all'abuso sessuale vanno inclusi la costrizione di un soggetto alla visione dei propri genitali o l'esposizione a materiali a contenuto sessuale volto al procurarsi piacere o comunque vantaggi economici.

L'abuso sessuale dal punto di vista giuridico

Nella cultura della maggior parte dei paesi, le pratiche sessuali sono legali ed accettabili solo se entrambe le persone sono consenzienti.
In Italia, ad esempio, ai sensi dell'art. 609 bis c.p.: " Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.

Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:

1. Abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;

2. Traendo in inganno la persona offesa per esservi il colpevole sostituito ad altra persona.

Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi".

L'abuso sessuale secondo la dottrina medica

Tenuto conto di tali assunti, secondo i CDC la violenza sessuale può essere suddivisa in quattro sottogruppi:

1. Atto sessuale completo

2. Tentativo di avere un rapporto sessuale

3. Contatto sessuale senza penetrazione

4. Abuso sessuale che non prevede contatto diretto.

Secondo alcuni, non è corretto includere atti come l'esibizionismo o le proposte oscene nel concetto di abuso sessuale, poiché, secondo una serie di ricerche è improbabile che il solo abuso sessuale senza contatto fisico possa determinare disturbi psicologici a lungo termine.

Ciò potrebbe essere in parte condiviso solo se si trattasse di atti non ripetuti nel tempo.

Qualsiasi forma di violenza lascia, però, un segno indelebile anche perché nella maggior parte dei casi il minore è "tradito" da una persona di fiducia.

Due sono le categorie fondamentali distinguibili nell'ambito dell'abuso sessuale:

1. Abuso sessuale intrafamiliare

2. Abuso sessuale extrafamiliare

Nel primo caso l'abuso è perpetrato da un membro della famiglia, nel secondo, invece, le persone sono estranee alla stessa.

Nell'ambito della categoria intrafamiliare si annoverano tre sottogruppi:

1. Abuso sessuale;

2. Abuso sessuale mascherato, riconducibile a pratiche sessuali inconsuete e non del tutto esplicite come ad esempio lavaggi prolungati dei genitali, applicazioni di medicine con una certa frequenza. L'adulto mediante questi atteggiamenti giustifica i toccamenti provocandosi piacere;

3. Pseudo-abusi, essi sono classificati come abusi dichiarati ma non consumati.

Il maltrattamento fisico che ne consegue, può essere lieve, moderato o severo, ed è riscontrabile quando i genitori eseguono o permettono ad altri l'esecuzione di lesioni.

Ma gravissimo è anche il maltrattamento psicologico. Caratteristica principale è il fatto di essere protratto nel tempo, e il bambino a causa di una "dipendenza affettiva" non riesce a difendersi, ciò comporta delle conseguenze sul piano del comportamento, della maturazione cognitiva e dell'affettività.

Molto diffusi, purtroppo, sono gli abusi sessuali subiti fuori dalla famiglia. Di solito sono forme di abuso che riemergono spesso nei racconti di pazienti adulti. I mass media, però, hanno avuto un grande ruolo nel rendere visibile il fenomeno, suscitando l'indignazione collettiva e facendo crescere la cultura della segnalazione.

Forme di violenza extrafamiliare sono:

· Stupro

· Atti di libidine

· Sfruttamento o prostituzione

· Pornografia

· Pedofilia

· Esibizionismo

· Molestie verbali.

Gli autori possono essere degli sconosciuti, persone che hanno la responsabilità di accudire o amici di famiglia.

Nei casi di abuso è difficile stilare un decalogo degli indicatori dello stesso, a grandi linee tra gli indicatori fisici vi sono:

· Traumi genitali

· Corpi estranei nella vagina o nel retto

· Secrezione vaginale o infezioni ricorrenti a vie urinarie

· Pubertà precoce

· Insufficiente tono sfinterico

· Gonorrea pediatrica.

Tra gli indicatori cognitivi:

· Disturbi del sonno e dell'alimentazione

· Depressione

· Mutismo elettivo

· Timidezza

· Paura

· Comportamenti autodistruttivi.

Per porre fine a questo fenomeno nel 1989 l'ONU è intervenuta con la Dichiarazione dei diritti del bambino poi, con il passare del tempo sono nate associazioni come l'UNICEF, e Amnesty International con lo scopo di tutelare il minore.
La violenza sui minori – in tutte le sue forme- è un problema con il quale dobbiamo fare i conti. Essa è un male per tutta la società che può e deve fare qualcosa per sensibilizzare e prevenire tale fenomeno.
L'Organizzazione Mondiale della sanità ribadisce che: "l'abuso è evitabile con la prevenzione primaria, secondaria e terziaria: la prima indirizzata alla popolazione include l'insegnamento, l'educazione e il sostegno sociale; la seconda rivolta alle situazioni familiari nelle quali l'abuso è potenzialmente prevedibile, dando un'adeguata assistenza; la terza evitando il ripetersi dell'abuso".
RAFFAELLA FEOLA
feola27@gmail.com
(20/08/2017 - Dott. ssaRaffaella feola ) Foto: 123rf.com
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