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Radiato dall'albo l'avvocato senza morale

Per la Cedu è giusto che gli Stati membri rifiutino la permanenza nell'albo o l'iscrizione sino a quando il legale non riacquisti i rigidi requisiti etici a lui richiesti
uomo accusato da diversi colleghi

di Valeria Zeppilli – L'avvocato che non possiede i requisiti etici per poter esercitare la professione forense può essere legittimamente radiato dall'albo, almeno sino a che resta privo di morale. Il via libera in tal senso è arrivato direttamente dalla Cedu che ha precisato che la radiazione, così come il rifiuto di iscrizione all'albo, non rappresenta un'interferenza arbitraria, sproporzionata e illecita che l'articolo 8 della Convenzione avrebbe vietato.

I casi

Con tale affermazione di principio, la Corte ha chiuso i casi Jankauskas c. Lituania e Lekavicene c. Lituania (v. sentenze qui sotto allegate), che avevano ad oggetto, rispettivamente, la vicenda di un avvocato che aveva tenuto nascosta una grave condanna relativa alla sua precedente attività di poliziotto e che, pertanto, era stato radiato dall'albo e la vicenda di una praticante che, dopo aver chiesto la cancellazione dal relativo registro, aveva continuato a svolgere abusivamente la professione tanto da ricevere una condanna per esercizio abusivo della professione e per falso e che per tale motivo aveva visto rigettata la sua domanda di iscrizione.

I requisiti morali dell'avvocatura

La Cedu, con l'occasione, ha ricordato che l'accesso alla professione forense, così come il suo esercizio, sono soggetti a degli standard molto elevati, che interessano sia la qualità degli avvocati che la loro moralità. Del resto, tali professionisti ricoprono una posizione preminente nell'ordinamento, essendo chiamati a difendere i diritti dei cittadini, tutelare le libertà individuali e fondamentali, garantire il corretto funzionamento del sistema giudiziario, preservare lo stato di diritto.

Di conseguenza, ai professionisti del diritto l'ordinamento internazionale richiede un'alta moralità e una condotta adeguata, che li aiutino a perseguire al meglio i loro compiti e a proteggere lo spirito della legge e gli ideali di giustizia e legalità e che ispirino la fiducia dei clienti.

Se la moralità è persa, anche a prescindere dalle sorti di una condanna penale, per la Cedu è giusto che gli Stati blocchino l'accesso o la permanenza nell'albo, almeno sino a che la stessa non sia recuperata.

Sentenza Jankauskas c. Lituania
Sentenza Lekavicene c. Lituania
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(28/06/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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