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Legittima difesa: sì della Camera alla licenza di sparare di notte

La nuova normativa sulla legittima difesa passa ora al Senato. Le novità e il testo approvato
ladro che si dirige di notte verso una casa con pistola in mano

di Marina Crisafi – Dopo due anni di andirivieni la nuova normativa sulla legittima difesa ha ricevuto oggi l'ok della Camera con 225 voti a favore, 166 contrari e 11 astenuti.

Il testo, approvato tra le polemiche e nonostante il no del fronte del centrodestra e le proteste della lega, analogamente a quanto previsto dall'ordinamento francese, prevede l'ampliamento della fattispecie della legittima difesa rispetto alle aggressioni notturne in casa e l'esclusione della colpa per chi reagisce di fronte a situazioni che comportano pericolo per la propria vita e libertà.

- Il testo sulla legittima difesa approvato dalla commissione

- Gli emendamenti approvati oggi dalla Camera

COSA CAMBIA PER LA LEGITTIMA DIFESA:

Licenza di sparare a chi entra in casa di notte

Il nuovo art. 52 del codice penale, secondo il testo licenziato oggi (frutto degli emendamenti approvati dall'aula rispetto al testo uscito dalla commissione), prevede che sarà considerata legittima difesa la reazione (anche con le armi) a un'aggressione commessa "in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell'introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno".

Niente colpa per chi è "turbato" dall'aggressore

Altra novità, derivante dall'emendamento approvato dall'aula, precisa che è sempre esclusa la colpa di chi reagisce per legittima difesa, "in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, per l'integrità fisica o per la libertà personale o sessuale", se l'azione è conseguenza del grave turbamento psichico causato dall'aggressore.

Avvocato e spese legali a carico dello Stato

Infine, nel caso in cui venga dichiarata la non punibilità di chi ha reagito per legittima difesa, le spese processuali e i compensi spettanti all'avvocato saranno a carico dello Stato.

A tal fine, si prevede, per l'erario, un onere stimato in circa 295mila euro a partire dal 2017.

(04/05/2017 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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