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Reati ambientali: come evitare pesanti sanzioni a carico delle società

Tra i reati previsti dal decreto 231 ci sono pure quelli contro l'ambiente. Ecco come evitare eventuali responsabilità delle società per colpe altrui
uomo che ridisegna nuovo mondo concetto tutela ambiente

Avv. Edoardo Di Mauro – Il d.lgs. n. 231/2001 disciplina al responsabilità di enti dotati di personalità giuridica, società ed associazioni anche prive di personalità giuridica per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato (leggi "Modello 231: la responsabilità di società e associazioni per illeciti amministrativi dipendenti da reato").

Una qualsiasi società è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio:

a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso;

b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a).

Come evitare le sanzioni

Se il reato è stato commesso dalle persone indicate l'ente non risponde se prova che: l'organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi (modello 231 redatto con l'assistenza di un avvocato).

Nel caso in cui l'ente è chiamato a rispondere per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, per non avere adottato le precauzioni descritte, le sanzioni applicate sono:

a) sanzione pecuniaria da euro 25.800 ad euro 1.549.000; b) sanzioni interdittive; c) confisca; d) pubblicazione della sentenza.

Nello specifico le sanzioni interdittive sono:

a) interdizione dall'esercizio dell'attività;

b) sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito;

c) divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio;

d) esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi;

e) divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Ma vediamo per quali tipi di reati ambientali una società può essere sottoposta alle sopraelencate sanzioni.

Tra i reati previsti dal "decreto 231" figurano anche quelli contro l'ambiente:

a) - Inquinamento ambientale (art. 452 bis c.p.);

b) - Disastro ambientale (art. 452 quater c.p.);

c) - Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività;

d) - Danneggiamento al patrimonio archeologico, storico, artistico o nazionale (art. 733 bis c.p.);

- Violazione della disciplina sulle autorizzazioni allo scarico di acque reflue industriali (art. 137, d.lgs. 152/2006);

f) Gestione non autorizzata di rifiuti (art. 256, d.lgs. 152/2006);

g) Omissione di bonifica dei siti inquinati (art. 257, d.lgs. 152/2006);

h) Violazione degli obblighi di comunicazione, tenuta dei registri obbligatori e formulari (art. 258, d.lgs. 152/2006);

i) Traffico illecito di rifiuti (artt. 259,260, d.lgs. 152/2006);

j) Omissione d'iscrizione al SISTRI (art. 260 bis, d.lgs. 152/2006);

k) Esercizio di stabilimento senza le prescritte autorizzazioni o con autorizzazioni scadute, sospese o revocate (art. 279, d.lgs. 152/2006).

Avv. Edoardo Di Mauro

Foro di Siracusa

Consulenza on line:

edodim83@gmail.com

tel. 333 4588540

Edoardo Di MauroEdoardo di Mauro - articoli
E-mail: edodim83@gmail.com
Avvocato, si occupa di diritto amministrativo, penale, contratti, diritto dell'informatica ed internet.
(18/02/2017 - Edoardo Di Mauro) Foto: 123rf.com
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