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Lo studio legale? E' in tasca

Con smartphone e tablet le pareti dello studio possono essere definitivamente abbattute per un modo nuovo di fare gli avvocati
Uomo con smartphone e caffe

di Valeria Zeppilli – Lo studio legale è divenuto tascabile? Forse si, o per lo meno, si sta diventando. E questo grazie al dilagare di smartphone, tablet e applicazioni dedicate che stanno facendo sempre più smaterializzare le pareti dello studio.

Redazione di atti

Partiamo dalla redazione di atti e memorie.

Il programma più utilizzato è Word? Bene anche Office si è adeguato alla nuova epoca e ha creato un'apposita app, sia per Apple che per Android, perfettamente corrispondente a quella che si è abituati ad utilizzare sui pc. Con il vantaggio che sullo smartphone è anche possibile avvalersi con estrema facilità del sistema di riconoscimento vocale.

I programmi per la scrittura, comunque, sono moltissimi, spesso anche gratuiti: basta fare un giro su Google Play o su Apple Store per scegliere quello più rispondente alle proprie esigenze.

Chiaramente, se si decide di avvalersi di telefoni e tablet anche per la redazione di documenti occorre un dispositivo portatile con uno schermo sufficientemente grande senza dimenticare che è possibile utilizzare anche custodie con tastiere bluetooth che consentono di sfruttare un tablet come se fosse un vero PC (o quasi).

Ricerche

Ovviamente la redazione di atti e memorie rende necessario fare le ricerche normative e giurisprudenziali.

Nessun problema: numerose case editrici si sono adeguate e hanno predisposto una versione dematerializzata dei codici, che si estrinseca in una vera e propria app (nb: anche noi ne abbiamo una, si chiama Studio Cataldi Mobile App ed anche noi abbiamo i codici consultabili gratuitamente). Lo stesso hanno fatto anche molte banche dati di dottrina e giurisprudenza.

Così in un solo click si possono scaricare iCodiciCedam, i4Codici, Pocket Justice e numerose altre applicazioni.

Scansioni

Se poi si ha necessità di acquisire un documento cartaceo, lo scanner non serve più. Almeno non lo scanner inteso come strumento fisico.

Le app che permettono di scansionare sono, infatti, le più numerose e utilizzate, spesso anche per evitare le code alla fotocopiatrice in tribunale. Si pensi a CamScanner, tiny scanner, Scanner Mini, Genius Scan e così via.

Fatture

Anche quando arriva il momento di raccogliere i frutti del proprio lavoro non si deve comunque rinunciare all'aria aperta: le app per fatture non mancano (come Fattura Facile e Free invoice). Ci sono fatture in cloud, sistemi di fatturazione semplificata e molte altre che permettono di emettere documenti contabili da inviare ai clienti anche dal proprio smartphone.

Fax

Pensate sia impossibile inviare un fax da uno smartphone? Niente affatto. Con faxator.com un fax lo si può inviare da qualsiasi dispositivo. Basta avere una connessione internet. E c'è anche la versione gratuita.

Lo studio legale "virtualizzato" e con pochi euro

E lo studio si può anche virtualizzare in toto se pensiamo che ci sono servizi, come quello offerto da segretaria24.it, che consentono di avvalersi di un segretariato virtuale ed avere a disposizione una vera segretaria che risponde a nome del nostro studio legale e che può smistare le telefonate. La segretaria virtuale può rispondere ai clienti in base alle nostre istruzioni e avvisarci su chi ha chiamato e sul motivo della telefonata con una email o un SMS.

Pilotare in PC con uno smartphone.

E se proprio c'è qualcosa che lo smartphone non può fare non dimentichiamo di installare TeamViewer che ci da modo di controllare a distanza un vero PC rimuovendo ogni limite attualmente presente nei dispositivi mobili.

Insomma con l'ausilio della tecnologia per creare uno studio legale oggi bastano davvero pochi euro e il modo di svolgere la professione forense può divenire un modo nuovo di zecca.

Leggi anche: "Mobile: le app 'must have' per avvocati 2.0"

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(27/10/2016 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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