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Il deposito del controricorso

Quando, dove e come è possibile contraddire a un ricorso per cassazione
cassazione

di Valeria Zeppilli – La parte contro la quale è diretto un ricorso per cassazione ha la possibilità di contraddire mediante il cosiddetto controricorso.

A disciplinare tale facoltà è l'articolo 370 del codice di procedura civile, il quale precisa che il controricorso va notificato al ricorrente entro venti giorni dalla scadenza del termine stabilito per il deposito del ricorso: la parte che non rispetta tale termine perde la possibilità di presentare memorie e potrà soltanto partecipare alla discussione orale (sempre mediante un avvocato iscritto nell'albo speciale dei cassazionisti), rilevando ovviamente le sole questioni sollevabili d'ufficio.

Una volta notificato, poi, il controricorso va anche depositato entro venti giorni nella cancelleria della Corte di cassazione, insieme agli atti, ai documenti e alla procura speciale che sia stata eventualmente conferita con atto separato (si precisa che la Cassazione richiede che, tra i vari documenti, vengano depositate 7 copie del controricorso con la relativa relata di notifica).

Più nel dettaglio, il controricorso va depositato nella stessa cancelleria in cui si trova l'atto principale: a tal fine occorre quindi reperire, presso gli sportelli dell'URP della Corte di cassazione, il relativo numero di ruolo.

Può tuttavia accadere che il ricorso non risulti iscritto a ruolo. Cosa accade in una simile ipotesi?

In una simile ipotesi è la cancelleria centrale che provvede, d'ufficio, ad iscrivere il controricorso, con certificato di mancato deposito del ricorso.

Il controricorrente, tuttavia, è chiamato a versare l'importo previsto e necessario per l'iscrizione a ruolo della causa.

Occorre sottolineare che, come comunicato dalla stessa Corte di cassazione con nota del 15 giugno 2016, presso tale ufficio non è ancora ammesso il deposito telematico degli atti del processo, tra i quali il controricorso (mentre tale deposito è possibile per le istanze dei difensori che non hanno un'immediata incidenza sul processo). Ciò per due ordini di ragioni: innanzitutto manca ancora il decreto prescritto dal sesto comma dell'articolo 16 bis del D.L. 179 del 2012; in secondo luogo il comma 1-bis del medesimo articolo contiene un'espressa limitazione ai procedimenti innanzi ai tribunali ed alle corti di appello.

In ogni caso l'articolo 137 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile consente agli avvocati che hanno sottoscritto il controricorso di depositarlo (unitamente a una serie di altri documenti) inviandolo per posta, in plico raccomandato, al cancelliere della Corte di cassazione.

Quest'ultimo, una volta che lo ha ricevuto, controlla l'esattezza dell'elenco degli atti allegati e ne restituisce al mittente una copia mediante raccomandata con avviso di ricevimento e con tassa a carico del destinatario, con la quale attesta sia la data di arrivo del piego in cancelleria che eventuali inadempimenti di oneri economici prescritti per il deposito.

Sia il deposito che le eventuali integrazioni si considerano eseguiti a tutti gli effetti alla data di spedizione dei plichi con posta raccomandata.

Proprio per tale motivo il cancelliere è tenuto ad allegare nel fascicolo d'ufficio sia la busta utilizzata per l'invio del controricorso sia quella eventualmente utilizzata per le marche o le ricevute di versamento.


Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(04/10/2016 - Valeria Zeppilli)
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