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Riforma PA: dalla nuova Scia alla stretta sui furbetti del cartellino

Tutte le misure approvate oggi dal Consiglio dei Ministri
burocrazia pubblica amministrazione stress

di Marina Crisafi – Licenziamenti rapidi per i "furbetti del cartellino", nuova Scia, restyling della Conferenza dei servizi, ma anche intesa sui rinnovi degli statali. Sono queste le principali novità del breve ma "intenso" Consiglio dei Ministri di oggi che ha approvato una tranche di provvedimenti destinati a far fare notevoli passi in avanti alla riforma della Pubblica Amministrazione (la c.d. riforma Madia).

Ecco di seguito tutte le novità:

Licenziamenti sprint per i furbetti del cartellino

Saranno licenziati con un procedimento sprint i c.d. furbetti del cartellino che timbrano e se ne vanno. L'annunciata stretta, oggi definitivamente approvata, prevede che il dipendente che venga colto in flagrante a strisciare il badge per poi andare via (così come ad attestare falsamente la presenza in servizio tramite alterazione dei sistemi di rilevamento) sarà sospeso entro 48 ore, rimanendo senza stipendio ma con un assegno alimentare durante il periodo di sospensione cautelare.

Dalla contestazione dell'addebito, contestuale alla sospensione, parte il procedimento disciplinare che dovrà concludersi entro 30 giorni (con preavviso di almeno 15 giorni per la difesa).

In base all'eco mediatica inoltre della violazione, dovrà essere valutato anche il danno all'immagine della p.a.: la multa in ogni caso partirà da sei mensilità.

A rischiare il licenziamento, sarà anche il dirigente o il responsabile del servizio che non si attiva per sospendere il dipendente e avviare il procedimento.

Scia Unica

Ok definitivo anche per la nuova Scia, la segnalazione di inizio attività, che, recependo le condizioni poste dalle commissioni parlamentari, potrà presentarsi presso un unico ufficio, anche in via telematica tramite un unico modulo valido in tutta Italia (reso disponibile dall'ufficio direttamente sul sito internet).

Lo sportello unico cui rivolgersi avrà anche il compito di interagire con gli altri uffici e/o amministrazioni interessate.

Non potranno inoltre essere richiesti al cittadino documenti ulteriori rispetto a quelli previsti, a pena di sanzione disciplinare.

A trovare disciplina è anche la "ricevuta" che deve essere rilasciata in seguito alla presentazione di istanze, segnalazioni o comunicazioni dei cittadini, che vale come comunicazione di avvio del procedimento e dovrà recare i termini entro i quali l'amministrazione è tenuta a rispondere (vale anche qui il silenzio assenso).

Il cdm ha anche dato il suo ok preliminare anche alla "Scia-bis" una specie di codice taglia burocrazia che detta le istruzioni per l'uso, per imprese e cittadini alle prese con la procedura da seguire per ogni specifica attività.

Nello specifico, infatti il decreto effettua la mappatura completa delle circa 300 procedure previste, e individua precisamente le attività oggetto del procedimento, prevedendo anche la semplificazione dei regimi amministrativi in materia edilizia.

Riordino della conferenza dei servizi

Approvato in via definitiva il decreto legislativo che prevede il riordino della disciplina in materia di conferenza dei servizi, trasformando quello che sino ad oggi ha rappresentato un "carrozzone" della P.A. in un organo decisionale moderno e funzionale. In tal senso, si muovono l'abbattimento dei tempi lunghi per le riunioni, che saranno soltanto telematiche, potendo essere fisiche soltanto nei casi strettamente necessari. Massimo 5 mesi (perentori) per il termine della conferenza e 60 giorni per le decisioni. Ogni livello di governo avrà un rappresentante unico e l'amministrazione proponente potrà decidere in modo difforme rispetto agli enti coinvolti, con la facoltà di adire la presidenza del consiglio, che dovrà comunque trovare una soluzione entro 5 mesi.

Accordo sui comparti della P.A.

Trovata la quadra anche per i comparti degli statali che fa da apriprista per gli attesi rinnovi dei contratti. Si riducono da 11 a 4 quindi i comparti in cui si divide il pubblico impiego, da quali deriveranno altrettanti contratti (comparto delle funzioni centrali; comparto delle Funzioni Locali; comparto dell'Istruzione e della Ricerca; comparto della Sanità).

Raggiunta l'intesa ora, manca solo la sottoscrizione finale delle parti e l'ok della Corte dei conti. Dopo di che, potrà convocarsi il tavolo ufficiale con i sindacati per definire gli aumenti salariali, che saranno graduati per fasce di reddito (senza soglie o scaloni) secondo criteri di proporzionalità inversa rispetto alla retribuzione.

(15/06/2016 - Marina Crisafi)
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