Sei in: Home » Articoli

Cassazione: non risponde di omicidio il medico imprudente che si attiene alle linee guida

Se gli errori sono connotati da profili di colpa diversi dall'imperizia opera la legge Balduzzi con conseguente limitazione di responsabilità per colpa lieve
medico che mostra modulo per consenso informato

di Valeria Zeppilli – Anche se il medico ha commesso, nell'espletamento della sua attività professionale, errori che sono connotati da profili di colpa diversi dall'imperizia, egli non è responsabile della morte del paziente. Purché si sia attenuto alle linee guida e la sua condotta sia stata conforme alle buone pratiche.

Con la sentenza numero 23283/2016, depositata dalla quarta sezione penale della Corte di cassazione il 6 giugno e qui sotto allegata, si è infatti affermato che in una simile ipotesi deve ritenersi operante la norma di cui all'articolo 3, comma 1, della cd. legge Balduzzi (numero 189/2012), in combinato disposto con l'articolo 43, comma 3, del codice penale, con conseguente limitazione di responsabilità del medico per colpa lieve.

Nel caso di specie, il sanitario era stato condannato nei gradi di merito per omicidio colposo del paziente, ma in terzo grado ha visto ribaltata la sua sorte, proprio in considerazione di quanto sopra detto.

La Cassazione nella pronuncia in commento ha peraltro precisato che, trattandosi di un procedimento già pendente al momento dell'entrata in vigore dell'articolo 3 della legge numero 189/2012 e rientrante tra quelli inerenti ipotesi di omicidio colposo o di lesioni colpose ascritti a un esercente una professione sanitaria e in un ambito regolato da linee guida, in applicazione di quanto disposto dall'articolo 2, comma 2, del codice penale è necessario procedere d'ufficio all'accertamento del grado di colpa, tenendo conto della parziale abrogatio criminis delle predette fattispecie. Oggi, infatti, se la condotta del medico è caratterizzata da colpa lieve, essa deve ritenersi penalmente irrilevante.

La Corte di Appello di Genova è ora chiamata a un nuovo esame della questione.

Corte di cassazione testo sentenza numero 23283/2016
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(07/06/2016 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Processo civile: nullo il giudizio se l'atto introduttivo è notificato in maniera incompleta
» Diritto all'immagine: scatta il risarcimento per la foto pubblicata senza consenso
» Lavoro: da domani in vigore le nuove regole sulle visite fiscali
» Eredità: la ripartizione dei debiti tra gli eredi
» CTU: la consulenza tecnica d'ufficio nel processo civile


Puoi trovare o lasciare commenti anche nei post che trovi nella nostra Pagina Facebook
Newsletter f g+ t in Rss