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Cassazionisti: le nuove regole impugnate davanti al Tar

L'Anf denuncia un "accanimento" contro i giovani avvocati
corsi avvocati

di Marina Crisafi - Un regolamento "capestro" che intralcia il percorso dei giovani avvocati, "rendendo l'abilitazione al patrocinio delle cause in Cassazione un percorso ad ostacoli lungo e costoso". Ad esprimersi così è l'Associazione Nazionale Forense in una nota a firma del segretario generale Luigi Pansini, da cui si apprende che il regolamento contenente la nuova disciplina per diventare cassazionisti è stata impugnata davanti al Tar Lazio.

L'Anf, si legge nella nota, manifesta il prorpio supporto totale ai "giovani colleghi" che hanno impugnato un regolamento che non fa altro che aumentare "il divario tra anziani e giovani".

La nuova disciplina che, si ricorda, è stata rinviata da un emendamento al Milleproroghe al 2 febbraio 2017 (leggi: Avvocati: ancora un anno per diventare cassazionisti") in luogo dell'attuale iscrizione di diritto per gli avvocati che hanno maturato dodici anni di anzianità di iscrizione all'albo, introduce due vie alternative per l'acquisizione del titolo: aver superato un esame, non prima che sia trascorso un quinquennio di esercizio della professione innanzi alle magistrature di primo e secondo grado, oltre a una proficua e lodevole pratica (per lo stesso periodo) presso lo studio di un avvocato cassazionista; ovvero, aver sostenuto una verifica finale di idoneità al termine della frequenza alla Scuola superiore dell'avvocatura, il cui accesso è subordinato all'iscrizione all'albo ordinario circondariale da almeno otto anni, nonchè all'esercizio effettivo della professione .

"La preselezione informatica, la frequenza di una scuola obbligatoria a Roma, dieci ore a settimana, una verifica finale di idoneità, la violazione delle norme in tema di concorrenza per l'esclusiva riservata alla Scuola Superiore dell'Avvocatura per l'istituzione dei corsi, la contraddittorietà del requisito dell'effettivo esercizio della professione per poter diventare cassazionista, la specialità delle materie oggetto dei moduli di frequenza: questi - continua Pansini - sono alcuni degli altri profili di illegittimità del regolamento che le sedi Anf di Bergamo, Napoli, Pescara, Bari, Vasto, Salerno, e giovani colleghi di tutta Italia hanno inteso far valere per ottenerne l'annullamento".

A tutto ciò – si legge ancora nella nota – "aggiunge la beffa: i tanti che negli anni sono diventati avvocati all'estero, tra i più noti gli 'abogados' spagnoli, potranno diventare cassazionisti senza passare per le forche caudine previste dai regolamenti 'anti - giovani".

Per non parlare, spiega Pansini, del regolamento sulla disciplina dei corsi delle scuole forensi obbligatorie ai fini del tirocinio che sarà adottato a breve: "numero programmato, numero minimo di ore, costi da sostenere, verifiche intermedie e finali per poter sostenere l'esame, che, va rimarcato, è un esame di abilitazione e non un concorso come quello per notai e magistrati, con le relative garanzie". Anf ha da sempre denunciato – conclude - quanto la legge professionale e i regolamenti attuativi siano contro la giovane avvocatura, l'auspicio è che dal governo ci possa essere una moral suasion per sostenere i giovani professionisti, sui quali invece ci si sta letteralmente accanendo''.

(16/02/2016 - Marina Crisafi)
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