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In Cassazione basta individuare l'atto su cui si fonda il ricorso e non trascriverlo

Lo prevede il protocollo d'intesa stipulato il 17 dicembre 2015 tra CNF e Cassazione
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di Valeria Zeppilli - Gli atti sui quali si fonda il ricorso devono essere semplicemente individuati e non trascritti. E' questa una delle principali novità del protocollo d'intesa stipulato tra il Consiglio Nazionale Forense e la Cassazione, il 17 dicembre scorso (qui sotto allegato), al fine di fare chiarezza sui limiti di ammissibilità dei ricorsi presentati dinanzi al giudice di legittimità (leggi: Avvocati: ecco i nuovi modelli dei ricorsi in Cassazione).

Per evitare l'inammissibilità per contrasto con il fondamentale principio di autosufficienza basterà, dunque, seguire le regole concordate a fine anno.

Il protocollo, peraltro, non si limita a individuare delle semplici linee-guida, ma contiene degli schemi condivisi di ricorso, sia in materia civile, che in materia tributaria, che in materia penale. Sulla scia dei suggerimenti che già nel 2013 il primo presidente della Corte aveva divulgato tra gli iscritti.

Il principio di autosufficienza

La tendenza a trascrivere gli atti nel ricorso si era diffusa tra gli avvocati proprio in ragione dell''affermazione, nel nostro ordinamento, del principio di autosufficienza, consacrato nel d.lgs. n. 40/2006.

L''idea alla base di tale principio è quella di permettere ai giudici della Corte di cassazione di giungere a una giusta decisione senza essere gravati dell''onere di esaminare i fascicoli dei precedenti gradi di giudizio.

Tale decreto, in particolare, ha precisato che il ricorso in sede di legittimità, per poter essere considerato ammissibile, debba contenere l''indicazione precisa degli atti, dei documenti e dei contratti o degli accordi collettivi alla sua base.

Precisazione che, negli anni, si è trasformata in una vera e propria richiesta di trascrizione di determinati atti e documenti. Ed ecco che i ricorsi degli avvocati, timorosi di sbagliare, sono diventati di dimensioni enciclopediche!

Prassi che, di certo, non mette la Corte di cassazione nelle condizioni ambite di giudicare in maniera giusta in serenità ma che ne arriva ad aggravare i compiti in maniera quasi analoga allo studio dei vecchi fascicoli.

I nuovi requisiti del ricorso

Ecco quindi l''importanza fondamentale del protocollo, che specifica quali elementi siano necessari e sufficienti per la realizzazione di un ricorso ammissibile.

Niente trascrizione integrale di atti o documenti, ma basta attenersi a queste semplici regole.

Innanzitutto, tutti i motivi articolati devono rispondere ai criteri di specificità che il codice di rito stabilisce.

Inoltre, vanno (semplicemente) indicati l''atto, il documento, il contratto o l''accordo collettivo alla base del ricorso e il punto preciso degli stessi al quale si fa riferimento.

In ciascun motivo in cui ciò risulti necessario vanno poi specificati il tempo e la fase in cui è stato depositato l''atto, il documento, il contratto o l''accordo collettivo.

Infine, in un apposito fascicolo allegato al ricorso, vanno depositati gli atti, i documenti, i contratti o gli accordi collettivi ai quali si sia fatto riferimento.


Protocollo di intesa 17 dicembre 2015
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(10/02/2016 - Valeria Zeppilli)

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