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Niente particolare tenuitā del fatto a chi investe il pedone e scappa. Anche se l'imputato ha ottenuto le attenuanti

Non conta il trattamento sanzionatorio obiettivamente di favore, sono le modalitā del fatto nella sua obiettivitā a escludere il 131 bis c.p.
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di Lucia Izzo - Nonostante il trattamento sanzionatorio sia obiettivamente di favore (concesse attenuanti generiche e sospensione condizionale della pena), non c'č particolare tenuitā del fatto nella condotta del guidatore che ha investito il pedone enza soccorrerlo.

Per l''inquadramento nel paradigma normativo di cui all'art. 131 bis c.p., č necessario valutare le modalitā del fatto nella sua obiettivitā: nel caso di specie, la condotta dell'imputata che, non solo non ha prestato assistenza ma ha anche proferito espressioni ingiuriose nei confronti della vittima, appare fuori dal recinto della particolare tenuitā.
Lo ha disposto la Cassazione, IV sezione Penale, sentenza n. 4488/2016 (qui sotto allegata).

Una donna ricorre avverso la sentenza d'appello che, riformando quella assolutoria di primo grado, l'ha riconosciuta colpevole per omesso soccorso dopo l'incidente, lesioni personali e ingiuria, essendole stato contestato di avere, alla guida del proprio autoveicolo, colposamente investito un pedone in prossimitā dell'apposito attraversamento e di essersi poi allontanata senza prestare assistenza, anzi rivolgendo ingiurie alla persona offesa.

La Corte di merito ha ritenuto acquisita una prova certa grazie alla deposizione della donna investita, che aveva descritto il tipo e il colore dell''autoveicolo condotta dall'investitrice, nonché sulla base della fotografia della targa consegnatale da una testimone.
Per gli Ermellini non merita, pertanto, accoglimento la doglianza dell''imputata che chiede dichiararsi la non punibilitā per particolare tenuitā del fatto.

Per concedere la declaratoria, la Corte di legittimitā deve, in primis considerare "l'astratta applicabilitā dell'istituto, avendo riguardo ai limiti edittali di pena del reato" e, in secondo luogo, "verificare la ricorrenza congiunta della particolare tenuitā dell'offesa (desunta, a sua volta, dalla modalitā della condotta e dall''esiguitā del danno o del pericolo, da valutarsi sulla base dei criteri indicati dall''articolo 133, comma 1, c.p.) e della non abitualitā del reato".
Questo secondo apprezzamento, stante l'impossibilitā per il giudice di legittimitā di esprimere valutazioni in fatto, non potrā che "limitarsi ad un vaglio di astratta non incompatibilitā dei tratti della fattispecie, come risultanti dalla sentenza impugnata e dagli atti processuali, con i suindicati parametri di riferimento".

Nella specie, l'apprezzamento che qui deve effettuarsi, per valutare se la causa di non punibilitā meriti di essere valutata in sede di merito (annullandosi con rinvio la sentenza di merito), conduce ad un giudizio negativo.
Nonostante il giudice di merito abbia determinato il trattamento sanzionatorio in termini obiettivamente di favore, concedendo le generiche e il beneficio della sospensione condizionale della pena, č il fatto nella sua obiettivitā che non risulta inquadrabile nel paradigma normativo dell'articolo 131 bis c.p., ove si consideri come, nel medesimo contesto fattuale, l'imputata, coinvolta con proprie responsabilitā nell'incidente, non solo non ha prestato assistenza ma ha anche proferito espressioni ingiuriose nei confronti della vittima.
Cass., IV sez. penale, sent. 4488/2016
(05/02/2016 - Lucia Izzo)
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